

+di+006b.jpg)
Grattachecca di susine - 22 luglio 2010
Varano di Komodo Isola di Komodo, Indonesia 21/8/2009 Vasco e consorte si imbarcano a Labuanbajo , sulla costa nordovest dell’Isola di Flo...


+di+006b.jpg)
Grattachecca di susine - 22 luglio 2010


n seguito ad un attacco di fame ha interrotto il percorso, dal fascino un po’ noir, lungo la Via degli Inferi. Tornato nella piazzetta al centro della cittadina, vi ha trovato una delle migliori porchette mai assaggiate. Dopo un’abbondante degustazione però i propositi di ulteriori approfondimenti etruschi svaniscono e si dirige verso il mare nella vicina spiaggia di fianco al Castello di Santa Severa. Si stende sulla spiaggia e, da sdraiato, con la coda dell’occhio vede i resti a mare del porto etrusco-romano di Pyrgi, proprio ai margini della spiaggia. Con questa immagine affascinante nell’occhio ormai socchiuso, si appisola pesantemente.
Il profilo turrito di questo antico centro in cima ad una collina strategica che domina la costa e la campagna a nord di Civitavecchia è la quintessenza di un’Italia che riesce ancora ad esprimere il fascino della sua lunga storia raccontandoci una trama che dagli Etruschi giunge fino a noi passando per il Medioevo. Vasco ne è rimasto abbagliato quando, dopo il lungo viaggio da Milano ed arrivando dal buio della Maremma, la vede emergere all’improvviso con le sue torri che si profilano davanti ad una possente luna piena. Non è riuscito a visitare le Necropoli etrusche di Monterozzi, famose per gli affreschi che vi sono conservati, cosa che si ripromette di fare nell’ambito di un tour archeo-eno-gastro-naturalistico della Tuscia alla prima occasione che gli capiterà. Il centro di Tarquinia mantiene un’impronta medioevale con il quartiere delle torri, la cinta muraria, in parte risalente forse al periodo etrusco, ed alcuni edifici interessanti. E’ anche un buon posto dove fermarsi a mangiare offrendo una discreta scelta di trattorie di impronta e prezzi popolari, come, ad es.:
Ristorante “Le due orfanelle”, Tarquinia (vicolo Breve, centro), PRO-SEC (3/5/2009)
Scorcio tra le torri di Tarquinia (3/5/2009)
Oltre il confine PontificioCooperativa Pescatori di Orbetello (Orbetello, 50 m. sulla destra dell’entrata nelle mura spagnole) PRO-ASS (sett 2008-09)
Questo ampio spazio ai bordi della laguna di Orbetello è gestito dalla Cooperativa Pescatori. Nei mesi estivi questi allestiscono una grande zona di ristorazione all’aperto oltre ad uno spazio "ristorante" più ristretto con servizio al tavolo. Vasco è andato un paio di volte nello spazio aperto, allestito tipo “sagra” (con ritiro a chiamata delle ordinazioni davanti alla cucina) e lo trova un posto ideale per fare tappa e rifocillarsi lungo il tragitto tra Milano a Roma. Vi ha trovato un servizio veloce, un pesce freschissimo, di alta qualità ed a prezzi convenienti. Sedendosi sui tavoloni all’aperto, ai bordi dell’estesa laguna, accompagnato dai richiami dei limicoli che la percorrono dopo l’imbrunire, degustando una frittura di “gianchetti” o un branzino appena pescato dagli allevamenti in loco, rinfrescato dalla leggera brezza che sale dalle acque, Vasco si sente cullare dalla natura della laguna cullandola nel contempo nel suo ospitale stomaco. Da provare assolutamente, evitando se possibile gli orari e le giornate di punta ad agosto.
Versante sud del Monte Barro dalla vetta 16 maggio 2010
Panorama sui laghi briantei dal versante ovest del Monte Barro 16/5/2010
Sparviero e Gheppio, Monte Barro, 16/5/2010
...
immagini di fiori scattate al Monte Barro il 16/5/2010 (Fiore 1 e 2) ed il 23/5/2009 (Fiore 3, 4, 5 e 6)
Veduta del Resegone dalla vetta del Monte Barro 16/5/2010
Monte Barro, 23/5/2009La tranquilla campagna del Sussex.
Lungo le bianche scogliere di Dover (agosto 2005)

Lui piccolo - In the garden, 25/3/2010
Sakura Zensen 1 - In the garden, 5/4/2010

Codirosso - In the garden, 19/4/2010
hard (€. 3,5), scoprendo un vino bianco dalla spiccata personalità, dalle intense note minerali , quasi “termali”, molto interessante anche se troppo aggressivo per il tempura di gamberetti e sogliolette fresche del Mare del Nord che si era preparato per degustarlo (meglio l’abbinamento con un bel salamotto dell’Auvergne). Tra i tanti vini seducenti di questa zona della Loira vi sono anche dei bianchi dolci di rara eleganza e ricercatezza: il Bonnezeaux, prodotto in alcuni piccoli e selezionati cru poco ad ovest di Saumur, è uno di questi. Vasco ha degustato un Bonnezeaux Dom. De Petit Quarts Le Malabé la prima volta come aperitivo in un ristorante presso Dunkerque di ritorno da una trasferta di lavoro. Servito fresco, gli ha avvolto il palato in una esplosione di sapori fruttati. Ad un certo punto, stupefatto da come il gusto continuasse ad evolvere in bocca, gli è sembrato di avere perfino delle visioni. Forse anche perché era affamato ed a stomaco vuoto. E’ un vino difficile da trovare, prodotto in solo 3000 bottiglie, con prezzi che superano i 20 Euro a bottiglia.
stante l’ordine di Fontevrault avesse acquisito nel Medioevo notevole influenza e seguito, non l’ha mai fatto Santo. Dalla sua morte per i 700 anni che intercorsero fino alla Rivoluzione, l’Ordine venne retto ininterrottamente da Badesse, tra cui molte rampolle delle dinastie regnanti le cui opere all’interno dell’Abbazia sono contrassegnate per i posteri con le loro iniziali, secondo il motto di Luisa di Borbone: “Sacrifice n’est pas humilité”. Giardini del Castello di Villandry Loira, Francia

