Osservazione della migrazione dei Bianconi al Curlo, Arenzano, 20/3/2010
Africa, Gibilterra, Spagna, Francia, Liguria. E poi qualcuno si ferma, altri scendono lungo gli Appennini, molti attraversano la pianura padana e si dirigono verso la Croazia e la penisola balcanica o l’Europa Orientale. Sono i Bianconi, rapaci delle dimensioni quasi di un’aquila, specializzati nel predare rettili e serpenti, che percorrono questo lungo tragitto per tornare nei luoghi di nidificazione dalle loro aree di svernamento. La rotta migratoria costeggia il Mediterraneo e li porta a cercare le correnti ascensionali calde lungo le alture costiere. Il Parco del Beigua, sopra Arenzano, è conosciuto come uno dei punti di maggiore concentrazione del passaggio e la località è monitorata da diversi anni da un numero crescente di appassionati. Il posto è bello in sé: una collina con macchia e vegetazione mediterranea circondata da rilievi piuttosto elevati e selvaggi. Di fronte l’azzurro del mare dove lo sguardo spazia nelle giornate limpide fino a cogliere il profilo dal promontorio di Portofino nella riviera di levante e quello di Capo Mele nel ponente. Il periodo di migrazione è concentrato nelle settimane centrali di marzo con limitate variazioni da un anno all’altro. Dopo la fine di marzo ormai quasi tutti i Bianconi sono passati ma le migrazioni proseguono, in modo un po’ più rarefatto, con altre specie di rapaci. Il 17 marzo 2010 è stato raggiunto il record di osservazioni in un giorno: ben 824 Bianconi risultano essere passati sopra la località Curlo di Arenzano (fonte:www.liguriabirding.net).


Veduta dalla località Curlo, Arenzano 5/4/2008
Panificio “Castellaro” (Arenzano, località Terralba) PRO-ASS (varie 2003 - 2010)
Comodamente raggiungibile in 5’ dall’autostrada Genova-Ventimiglia, uscita Arenzano, girando a destra dopo l’uscita seguendo le indicazioni per l’ospedale, arrivando poi all'abitato di Terralba, sotto all’incrocio con la stradina che sale al Parco del Beigua (non si vede dalla strada principale, si trova nella strada parallela sottostante), il panificio Castellaro ha tutti i caratteri del panificio tradizionale, con il forno alle spalle del negozio, il profumo di pane e focaccia che si libra soavemente nell’aria ed i prodotti che vengono sfornati in continuazione. Su tutti svetta la focaccia, qui offerta in due qualità base, quella morbida (l’unica sfornata al pomeriggio) e quella croccante. Questa è di una qualità particolare, chiamata qui focaccia di Terralba, bassa ed allungata, cosparsa con un po’ di farina di mais. Vasco la trova eccellente per equilibrio di sapori e di fragranze: è unta come dove esserlo una focaccia propriamente detta ma senza esagerare, è saporita ma non troppo salata. Deve essere mangiata rigorosamente da sola lasciandosi conquistare gradualmente il palato che ne viene appagato e ne viene continuamente stimolato senza mai esserne stancato. Come tutte risente delle condizioni atmosferiche e può essere più o meno croccante a seconda delle condizioni di umidità, ma sempre ottima. Il panificio offre diverse varianti come la gustosa focaccia con la cipolla, quella al formaggio, che Vasco però mangia solo a Recco e Camogli, morbide pizze ed interessanti dolci.



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