lunedì 29 luglio 2019

Day 8: Lungo la via Spluga da Splügen a Isola

Lungo la via Spluga - 19/8/2017
Vasco Cesana inizia bene la giornata con un’ottima colazione al Bodenhaus, incluso servizio al tavolo di uova al formaggio e speck. Fiducioso nell’affidabilità svizzera decide di far trasportare lo zaino dall’efficiente servizio previsto lungo tutta la via Spluga che consente ai camminatore di inviare i bagagli all’albergo successivo utilizzando il servizio di bus pubblici elvetici. Importante, anzi vitale, è però la scelta del bagaglio da portarsi lungo il tragitto dato che lo aspetta una tappa in quota. Si porta al seguito nella borsa a tracolla felpa e ricambi oltre a tutte le restanti razioni K. Ottiene assicurazioni che lo zaino, al costo di CHF.15, arriverà sicuramente alla locanda Cardinello di Isola già prenotata per la notte e si incammina sentendosi molto leggero. Il tempo fuori volge al brutto e guardando in alto non gli viene affatto voglia di salire oltre i 2000 metri previsti per valicare lo Spluga.

Walking in the clouds 1 - via Spluga 19/8/2017
Tirate le 10 senza miglioramenti sul fronte meteo, non gli resta che partire. Diamine, non può mollare proprio oggi quando si raggiunge il punto più alto del long trek! Dopo una mezzora di ascesa asciutta, comincia una pioggerella che si infittisce progressivamente fino a diventare scrosciante. Con una salita a passo di carica su un tratto scoperto Vasco infine si ripara per un bel po’ sotto un ombroso abete. Non è passata nemmeno un’ora ed è completamente bagnato dovendosi già cambiare la prima maglietta. Salvifici, con l’aria che via via si fa più pungente, la felpa ed il giubbetto in materiale tecnico.

Walking in the clouds 2 - via Spluga, 19/8/2017
Riprende con la pioggia in diminuzione ed ormai in quota, oltre il limite del bosco, il sentiero si amplia su pratoni e rocce con bei passaggi ricostruiti del selciato originario della via Spluga. Ci sono tratti nebbiosi tra le nuvole basse ma Vasco vedendo l’altimetro superare di slancio quota 2000 si rincuora e si compiace del suo buon passo in salita. Arriva ai 2113 mslm del passo Spluga sferzato da folate di vento freddo e umido in buone condizioni e piuttosto velocemente. Gli è sembrato invece più lungo del previsto il percorso poi fino a Montespluga che raggiunge solo alle 13,30, giusto in tempo per rifocillarsi all’Hotel Posta, famoso per la sua fornita enoteca di alta quota. Si gusta un bel piattone di salumi e formaggi locali accompagnati da un paio di bicchieri di buon Sassella Conti Sertoli Salis. 
In avvicinamento al confine - via Spluga 19/8/2017

m.2113, il punto più alto del long trek italo-svevo - Passo Spluga 19/8/2017


L'abitato di Montespluga con l'Albergo Posta, 19/8/2017



Il lago di Montespluga, 19/8/2017

Riparte con la dovuta calma, gustandosi le schiarite che illuminano furtivamente il lago e le alture circostanti amplificandone la profondità ed i contrasti. Incamminandosi lungo il bordo lago Vasco pensa che questo luogo abbia sempre qualcosa di speciale.




Una (breve) schiarita sul lago di Montespluga - 19/8/2017

L'abitato di Montespluga visto dal lago - 19/8/2017

Il sentiero della via Spluga lungo il lago, 19/8/2017
Sul magnifico paesaggio però a poco a poco calano nuvole minacciose. Inizia a piovere intensamente e Vasco cerca riparo in un angolo della cabina elettrica sulla diga leggermente protetta. Non ci sono altri ripari e lì decide di rimanere aspettando che spiova. Il sentiero del Cardinello, l’unico tratto di roccia un po scoscesa lungo l’itinerario, lo guarda inquietante e la pioggia si trasforma in temporale con tuoni e fulmini, cosa sempre non troppo rassicurante a 2000 metri in montagna. Vasco si chiede se la cabina elettrica sia un buon posto per proteggersi dai fulmini e si autoconvince che lo sia senza farsi troppe domande. Rimane li un buon 45’ fumandosi ben tre sigarette e poi decide di recarsi al rifugio Stuetta, distante circa 1 km, per valutare il da farsi. Esclusa per ora la discesa del Cardinello tra i fulmini rischiando di fare la fine in versione estiva dei soldati napoleonici  del generale Mac Donald. Allo Stuetta si beve un the caldo con gli avventori che gli fanno un sacco di domande sul percorso fatto dalla Germania. Una quasi compaesana, in nome dell’onore brianzolo,  lo sprona a proseguire e a non cedere prendendo il comodo bus che passerebbe di li dopo un’oretta. Un sedicente meteorologo montano locale gli fa notare che la pioggia ora si è fatta “trasversale” segno che il temporale sta passando. In effetti poco dopo si manifestano delle interessanti schiarite e Vasco decide di partire tra il plauso dei presenti. 
All'inizio della gola del Cardinello, 19/8/2017
Un tratto del sentiero del Cardinello visto dall'alto, 19/8/2017

Deve procedere con molta attenzione ma velocemente, sono le 17,30 e per scendere ad Isola deve fare ancora un dislivello in discesa di 600 metri e circa un paio d’ore di cammino. Non rassicuranti le previsioni di temperatura per una eventuale notte all’addiaccio: 1 (un) grado. Il sentiero del Cardinello, il “cardine” della linea di comunicazione italo-sveva, in sé non è difficile e le ferrate presenti sono più che altro a protezione in caso di neve o ghiaccio. E’ un percorso comunque impervio, oggetto di continui rifacimenti e modifiche nel corso dei secoli, e si cammina costeggiando una profonda gola. Vasco lo percorre con attenzione, rinfrancato dal fatto che le rocce scure si sono rapidamente asciugate alle prime schiarite. Assolutamente necessarie in questa tappa le racchette.

Costeggiando la gola del Cardinello, 19/8/2017

Il sentiero del Cardinello visto dal basso, 19/8/2017

Isola si profila in lontananza, 19/8/2017

Arrivando ad Isola, 19/8/2017

Il Cardinello in effetti passa piuttosto velocemente mentre gli risulta piuttosto interminabile il successivo percorso fino a Isola. Gli sembra anzi che dopo il Cardinello le segnalazioni della via Spluga allunghino il percorso facendolo transitare dal lato destro della valle, in zona più rocciosa e scoscesa e non su quello sinistro, dove nota un sentiero/strada molto piu larga e diretta. Infine Isola appare, ad un Vasco ormai stremato, in lontananza, quasi un miraggio. Arriva alla locanda Cardinello di Isola alle 19,30 accolto dal simpatico gestore Sig. Martino, che si è premurato di recuperare lo zaino di Vasco alla fermata del bus. Ottimo. A cena lo aspetta un bel piatto di pizzoccheri nelle due versioni chiavennasche (con gnocchetti) e tradizionali valtellinesi. Anche lo spezzatino con polenta è un toccasana così come un buon Braulio Riserva millesimato a fine pasto. Molto bene, pensa Vasco, crollando. 

Dati Garmin alla fine del day 8:
Partenza da Splugen alle ore 10 – arrivo ad Isola alle 19,30 - km. percorsi 21 inclusa deviazione per Stuetta – Altitudine minima 1280 mslm, altitudine massima 2113 mslm (“Cima Coppi” del trek) Dislivello in salita m.850 – dislivello in discesa m.930. Calore consumate riportate 1700, molte comunque anche in entrata. Ndr: tappa per Vasco abbastanza al limite date le condizioni meteo, senza l’invio dello zaino probabilmente non ce l’avrebbe fatta… 

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Pizzoccheri nelle due versioni chiavennasca e valtellinese, Locanda del Cardinello 19/8/2017



domenica 28 luglio 2019

Long trek italo-svevo day7: Friedrichshafen- Splugen


Sul ferry da Friedrichshafen a Romanshorn lungo le placide acque del lago di Costanza, 18 agosto 2017

Tappa di spostamento come da programma per percorrere velocemente i 175 km da  Friedrichshafen a Splügen ed avvicinarsi per tempo ai tapponi alpini che attendono Vasco Cesana nella parte finale del long trek italo-svevo.
Dopo varie consultazioni web Vasco giunge alla conclusione che sia meglio seguire la pista svizzera; infatti l’attraversamento di più paesi, in questo caso l’Austria, anche se con frontiere aperte, con i mezzi pubblici comporta qualche coincidenza più lunga. La pista svizzera invece ottimizza i tempi: bus alle 10,08, traghetto Friedrichshafen- Romanshorn CH alle 11,40 con piacevole sosta a Friedrichshafen e bel giro in ferry sul lago. Poi dispiegamento di efficienza elvetica con binario del treno giusto all’uscita del ferry e coincidenza perfetta. Il massimo viene raggiunto a Chur (Coira): la stazione dei bus è esattamente sopra i binari dei treni, uscendo dal treno le scale mobili portano direttamente alla modernissima stazione bus, con decine di bus disposti perpendicolarmente pronti a partire, ognuno con il suo pannello che indica orario e destinazione. Vasco, ammirato, vede delinearsi sui pannelli tutte le celebri e amate località alpine dei Grigioni e sulla sinistra, pronto a partire, il suo bus diretto a Bellinzona via Splügen…..Ecco il passaggio italo – svevo, l’antica linea di comunicazione tra il mondo tedesco e quello latino. A presidiarla, come da sempre, gli svizzeri e, più precisamente, gli eredi dei Vescovi di Coira, che custodiscono il crocevia tra Lombardia e Svevia, magari imprecando un po’ per l’apertura del Gottardo e l’invenzione dell’aereo, che hanno reso questo passaggio non più obbligatorio come lo era un tempo. La stazione integrata treno-bus di Coira, anche se modernissima e scenografica con le navate disposte nel senso di marcia Nord-Sud con sullo sfondo le Alpi, testimonia questa antica storia e la capacità di questa di riemergere e trasformarsi.

La stazione ferroviaria di Chur integrata nella moderna struttura della stazione dei bus, 18/8/2017

Bas in partenza per tutte le principali località alpine retiche dalla stazione di Coira 

Arrivando a Splugen con tempo in peggioramento, 18/8/2017
La tappa di trasferimento passa velocemente nella più totale tranquillità ed alle 16,20, in lieve ritardo per qualche rientro vacanziero lungo la statale, Vasco arriva a Splügen, dove ha prenotato l’Hotel Bodenhaus, storico albergo di sosta delle carrozze e carovane in transito da e per l’Italia attraverso lo Spluga. Il vetusto libro degli ospiti riporta le firme, tra le altre, di Nietzsche, Napoleone III, Massimiliano d’Austria e Bakunin (sotto falso nome) e le loro foto o ritratti accolgono gli ospiti di fronte alla reception. Insomma proprio il genere di posto che piace a Vasco Cesana, e pure il ristorante ed i formaggi sono accattivanti.
Panorama da Splugen con un tratto della via Spluga 

Lo storico Hotel Bondenhaus di Splugen, 18/8/2017

Dopo cena Vasco si piazza nella biblioteca dell’albergo e consulta una serie di testi sullo Spluga e la storia locale soffermandosi sull’interessantissimo “Auswanderungen - Wegleitungen zum verlassen der Schweiz, un libro del 2008 che ripercorre le storie delle vie di comunicazione in Svizzera. Sulla via Spluga in particolare ci sono tantissime vicende che si inquadrano nell’antagonismo medioevale tra i Vescovi di Coira e quelli di Como. Scopre così che in effetti lo Spluga non era all’origine la via preferita dai potenti vescovi di Coira che preferivano la via, già percorsa da Vasco Cesana qualche anno prima, del Passo del Settimo, chiamata appunto  Bischofliche Route (“Via dei Vescovi”), rispetto alla Graeflich Route (“Via del Conte”) dello Spluga e poi del San Bernardino. Dalle letture emerge anche una fantasiosa via italo-sveva “idraulica”, ideata nel 1907 dall’Ingegenere italo-svizzero Pietro Caminada, il progettista di Brasilia, che aveva elaborato un progetto di via navigabile da Milano alla Svevia passando per lo Spluga con un ardito sistema di chiuse a invaso di alta quota chiamate “Autoidroferiche” mettendo in comunicazione i due grandi bacini lacustri del lago di Como e del Lago di Costanza! Vasco lentamente, complici un paio di bicchieri di acquavite alla pera, si assopisce pensando a come l’umanità possa passare da fasi in cui tutto sembra possibile, compreso l’attraversamento fitzcarraldiano in battello dello Spluga, a fasi un cui tutto sembra impossibile, come un po gli sembra la fase attuale, e nell’incertezza su quale fase preferire si accascia definitivamente sul divano della biblioteca.
Dati alla fine del day 7 del long trek italo-svevo (in questa giornata per la verità poco trek): km. percorsi circa 180 di cui 10 in traghetto, 120 in treno, 50 in bus e solo 2 a piedi di spostamento, partenza da Albergo Friedrichshafen alle 10,08 e arrivo a Splügen alle 16,20. Calorie consumate poche, ma buon recupero di energie in vista tapponi alpini. 

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Interessanti dispiegamento di formaggi a km zero, Splugen, Svizzera 18/8/2017


domenica 5 maggio 2019

Long trek italo-svevo, day 6: Isola di Reichenau-Friedrichshafen

Costanza vista dal battello, sulla destra il Palazzo del Concilio con la statua della "Bella Imperia" di fronte, 17/8/2019

Sveglia alle 7, come al solito. Il ritmo del long trek, anche quando, come in questo caso, inizia con un bus alle 9 e poi con un traghetto, è molto cadenzato e non consente pause. Il viaggiare con lo zaino, a parte l’andare a piedi, richiede una logistica perfetta e per quelli come Vasco Cesana che da un po di anni quando vanno in giro sono abituati a sbattere tutto in auto e partire, almeno in ferie, quando gli pare, non è semplice. In un itinerario come questo, a suo modo inedito, le coincidenze sono spesso complesse e, a parte gli spostamenti a piedi, vanno considerate anche le distanze dagli hotel o dai luoghi di ristoro. La preparazione dello zaino, che dopo qualche giorno pesa appunto come un mortaio, deve essere veloce e meticolosa per non sbilanciarlo od avere problemi nel recuperare velocemente le cose. Insomma quasi una spedizione militare. Nello stesso tempo è vero che Vasco si trova nell’organizzata Germania e non in qualche scalcagnato posto senza mezzi e servizi pubblici però è anche vero che pure qui il sistema paese va studiato e capito, non solo linguisticamente. Un concetto chiave è, tra gli altri, quello della precisione. Non è solo un luogo comune, ma un modus vivendi che nasce dalla lingua e dalla cultura tedesca. Un esempio banale ma molto concreto: se dovete raggiungere, come Vasco Cesana, Meersburg, dall’altra parte del lago, da Costanza, non dovete chiedere genericamente un Ferry che parte ed arriva da tutt’altra parte e dove tutto è organizzato solo per il trasporto auto, ma cercare indicazioni precise per la Personenschiff, che parte esattamente dal centro di Costanza ed arriva al centro di Meersburg proprio sulla Bodensee Rundweg che Vasco si accinge a fare nella 6° tappa del long trek italo svevo. In un percorso lungo come questo una imprecisione così può costare una mezza giornata. Ma Vasco si sente profondamente calato nell’interazione italo-sveva del suo itinerario e, pur non essendo un tipo particolarmente preciso, si compiace del suo adattamento camaleontico all’ambiente cogliendone al meglio le opportunità…

Meersburg dal battello, 17/8/2017

Bagni e tuffi sul Bodensee, Meersburg 17/8/2017

La giornata è ancora bellissima, Vasco non ha mai visto il Bodensee in versione riviera come adesso e c’è in giro veramente tanta gente, le spiaggette sono tutte affollate e molti sono in acqua. C’è anche un po’ di afa ed il Bodensee oggi sembra veramente lo Schwabische Meer, il “Mare Svevo” in situazione di bonaccia. Vasco, dalla Personenschiff che lascia l’attracco di Costanza, saluta con simpatia Imperia, la formosa statua che presidia il molo della città tenendo in pugno papi e sovrani e, sullo sfondo, il Palazzo del Concilio. Un bel colpo d’occhio su uno dei crocevia della storia dei rapporti tra mondo germanico e mondo latino, cha Vasco ha già visitato in passato e che gli suscita sempre interesse e fascino. La traversata è breve, una ventina di minuti, ed anche Meersburg, con il suo antico Burg, i suoi palazzi ed i suoi musei, sembra un posto interessante anche se un po’ affollato. Vasco si ferma giusto per un espresso, buono, e si incammina subito dopo lungo la Bodensee Rundweg in direzione di Frierichshafen.

Km.2 il sentiero dopo Meersburg, 17/8/2017

 Il percorso si inerpica sulla collina ed il peso dello zaino/mortaio per il centinaio di metri di dislivello scarso in salita si fa sentire. Giunto in quota il panorama che si dispiega dall’alto è magnifico con i vigneti che degradano dolcemente sul placido, grande, lago. I circa tre km in quota sono bellissimi ma tutto questo tratto della Bodensee Rundweg merita davvero il viaggio. Poi si torna sul lungolago e si cammina a bordo d’acqua per diversi km, toccando molti posti dove si può fare il bagno e passando attraverso boschi, ruscelli e prati. 
Vigneti digradanti sul lago dopo Meersburg, 17/8/2017



Invocazione dei viticoltori del Bodensee "O Signore difendici dalle grandinate e dai temporali", 17/8/2017

Indicatore del tracciato della Bodensee Rundweg
Questo tratto, oltre ad essere intrinsecamente bello, ha molti aspetti positivi: non è faticoso (anche se Vasco deve fermarsi spesso per fare riposare le spalle dal peso del "mortaio"), ci sono molte fontane di acqua freschissima e buonissima, è vietato alle bici che percorrono un percorso più a monte, ed in un punto, circa al km.10, c’è perfino al lato del percorso una vasca, con acqua corrente gelida, dove fare un bagno ai piedi kneipp. Vedendo la vasca, ovviamente pulitissima e perfettamente tenuta, a Vasco Cesana viene in  mente una sola cosa: “amo la Germania”. Punti negativi? Nessuno.

km.10 - Vasca per rinfrescare i piedi lungo la Bodensee Rundweg, 17/8/2017

Ca.km 15 - Ai bordi del Bodensee, 17/8/2017

Entrando a Friedrichshafen, 17/8/2017

Solo avvicinandosi a Friedrichshafen un tratto del percorso affianca la trafficata B31 prima di ritornare sul lungolago  a partire dal sobborgo di Fischbach dove Vasco ha prenotato l’Hotel Traube am See, un buon Hotel con centro Wellness e spiaggia, a cento metri dal lago. Vasco festeggia qui il superamento dei primi cento km di cammino all’inizio di questa tappa e si gode un riposante ciclo di saune e bagno nel lago, anche se come posto balneabile preferiva l’isola di Reichenau o, come sperimentato in altre occasioni, Ueberlingen. Percorrendo poi al tramonto il paio di km fino a Friedrichshafen Vasco ricorda che questa zona del lago è una delle più importanti d’Europa per lo svernamento dei cigni selvatici  . Sorprendentemente, anche adesso, in pieno agosto, il lago pullula di cigni, ovviamente in questa stagione solo reali, con un inconsueto assembramento di oltre 150 cigni.  Da un ristorantino sul lago vede il degradare della luce del tramonto tra i cigni attraverso il giallo paglierino del bicchiere di bianco del Bodensee mentre si gusta le delicate carni di un pesce persico alla griglia. In lontananza le montagne del Voralberg e della Svizzera annunciano che si stanno avvicinando le Alpi ed, oltre di esse, la Brianza. 
Dati Garmin a fine giornata: km percorsi 18, dislivello 100 m up e 100 m down, partenza da Meersburg alle 11,40 arrivo a Friedrichshafen alle 16. Calorie consumate abbastanza, Vasco comincia a sentirsi piuttosto fit. 
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Cigni reali all'imbrunire sul Bodensee, Friedrichshafen 17/8/2017

sabato 4 maggio 2019

Day 5: Siegmaringen - Isola di Reichenau

La valle dell'alto Danubio vista dal treno da Siegmaringen - 16/8/2017

Dopo una veloce visita mattutina alla fortezza di Siegmaringen, imponente anche con la luce diurna, Vasco Cesana risale la valle dell’Alto Danubio in treno ripercorrendo il tragitto della sera prima. Certo gli sarebbe piaciuto fare il percorso a piedi, la valle infatti è veramente suggestiva. Ma il percorso della “Vasco Cesana weg” in dieci giorni è piuttosto tirato e non c’è tempo. Anche dal  treno comunque il paesaggio è godibile. Meglio ancora sarebbe la bici, le piste ciclabili sono invitanti, ma non è questo il caso. 

Dopo un cambio ad Immedingen Vasco arriva a Radolfzell, all’inizio del Lago di Costanza, alle 12. Dal binario si scende direttamente sul lungolago. Vasco si commuove quasi nel vedere la placida linearità e perfezione del sistema tedesco dispiegato nella sua variante turistica: i treni si susseguono, silenziosi, la gente scende ordinatamente dal treno tra aiuole fiorite e lindi marciapiedi che portano, anche con scivoli per disabili, sul fronte lago in 10 metri, il lago è calmo, grande, tranquillo, solcato a distanza da lente e disciplinate  barche a vela. Anche le anatre e i cigni sembrano sereni e compassati. C’è molta gente ma nulla e nessuno turba la tranquillità del luogo. Vasco decide di calarsi deferente in questa tranquillità sedendosi ad un ristorantino sul lago. Anche perché ha un certo appetito: ordina una Radler e, con circospezione, una pizza... 
Radolfzell, appena fuori dal binario - Lago di Costanza 16/8/2017
Si decide infine a mettersi in cammino verso le 13. Siamo nel punto più a sud della Germania in una delle giornate più calde dell’anno: il sole è fortissimo e lo zaino gli pesa come un mortaio della prima guerra mondiale. La prima parte della passeggiata comunque sfila bene a bordo lago all’ombra della vegetazione ripariale ed attraversando alcuni hotspots per l’osservazione degli uccelli acquatici svernanti. Poi, dopo 5 km, il percorso affianca la trafficata Bundesstrasse sotto un sole cocente.  Vasco sente prosciugarsi le energie e deve deviare in un campeggio per reidratarsi all’ombra con un litro di acqua ed holunder. Deve però riprendere subito per poter arrivare in tempo a Reichenau per fare il bagno nel lago e poi rilassarsi nella Spa dell’ottimo Hotel Ganter Hotel Mohren (questa volta prenotato).

Allensbach, Lago di Costanza 16/8/2017

Per fare questo deve riuscire a prendere la barca che da Allensbach porta sull’isola, raggiungibile anche a piedi da un ponte ma con un percorso più lungo di una decina di km. Arriva infine al molo della Schifffahrt Baumann alle 15,07 giusto poco dopo la partenza della barca delle 15. Non è chiaro se e quando partirà la prossima barca e la discussione con la gestrice è piuttosto ostica. Il programma originario prevedeva la possibilità di noleggiare una canoa e recarsi all’isola pagaiando oppure di percorrere il tratto di lago a nuoto (fattibile essendo da percorrere circa 1 km) facendosi trasportare bagaglio ed indumenti dal personale del servizio barca. Un programma forse un po’ troppo ambizioso e comunque l’idea solo di spiegare dei passaggi così complicati alla arcigna gestrice lo fa desistere e decide di puntare al semplice passaggio in barca, cosa anche questa peraltro non semplice. Alla fine,  dopo varie discussioni, la gestrice decide che farà una corsa straordinaria alle 16 se ci saranno almeno otto clienti. In effetti alle 16 ci sono solo 3 adulti e 2 bambini. Vasco si offre allora di pagare anche per i tre posti mancanti ma si preoccupa del costo quando la gestrice lo guarda come un pazzo….Scusi Frau, ma quanto costa il biglietto? “3 Euro ma Lei è veramente sicuro di voler pagare ben 9 Euro per la traversata?” Ah, gli svevi! 

Isola di Reichenau, Lago di Costanza 16/8/2017

Vasco riesce così ad insediarsi per tempo all’Hotel Mohren, ad andare a fare un bagno tonificante di 45 minuti nelle placide acque del Bodensee, quest’anno meno fresche del solito, a dare una veloce occhiata alla storica Abbazia dell’Isola di Reichenau, a compiere un ciclo competo di saune e docce gelate alla spa ed infine pure a mangiarsi un bel salmerino al ristorante dell’Hotel innaffiato da una buona buona bottiglia di Weissburgunder del Bodensee. Programma, anche oggi, piuttosto fitto. Rispettato. Quasi. 
Dat Garmin a fine giornata: nessuno perché era scarico comunque percorsi a piedi km.13 esclusi altri 4 per spostamenti locali e 45’ di nuoto all’Isola di Reichenau, dislivello 50 m. up e 50 m.down, calorie consumate non poche
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Abbazia di Reichenau, Lago di Costanza - 16/8/2017

domenica 31 marzo 2019

Day 4: Albstadt- Abbazia di Beuron - Siegmaringen


Poco dopo l'inizio della camminata presso Meßstetten - 15/8/2017 h.9,45
La giornata inizia con una visita allo Stauffenberg Hof ad Albstadt Lautlingen, uno dei palazzi di residenza dell’antica famiglia nobiliare sveva dei Von Stauffenberg, già feudatari di queste zone in epoca medioevale,  un cui rampollo, Claus Schenk Graf Von Stauffenberg, fu l’autore del fallito attentato ad Hitler alla Tana del Lupo nel 1944. Vasco trova il palazzo, che dovrebbe ospitare un museo rievocativo, chiuso e si limita ad un’occhiata dall’esterno ed ad un momento di raccoglimento in ricordo del coraggioso nobile, pensando a lui come ad un antico cavaliere che si lancia solitario contro gli usurpatori neri con la croce uncinata finendone trafitto ma immolandosi così per la salvezza della storia tedesca.


Vasco poi si fa portare in taxi a Meßstetten, sicuramente un miglior punto di partenza per la tappa che si annuncia piuttosto lunga e sotto un sole fortissimo. Decide anche di raddoppiare le scorte, cosa complicata nei paesini del Giura Svevo, dove non ci sono negozi ed è sconosciuto il concetto di Bar. Deve fare una deviazione  per raggiungere un Aldi con annessa caffetteria. Praticamente inizia la camminata alle 9,45 con un chilometrino zainato  percorso e già bello sudato. Decide di riprendere la Hohenzollerweg verso sud seguendo le indicazioni per l’Abbazia di Beuron, la meta della tappa, e non quelle impostate dal Garmin, che appare in questa fase poco in forma.  I sentieri comunque qui sono ampi e ben segnalati alternando tratti asfaltati di stradine di campagna e sentieri nel bosco. Nessuno frequenta queste zone. Siamo nel cuore economico ed industriale d’Europa ma sembra di camminare nello Yukon: Vasco si sente veramente into the wild. La camminata, con lo zaino che si fa sentire come se fosse una croce sotto un sole possente, diventa quasi un’esperienza mistica, trascendente. L’unica creatura che incontra lungo la strada, dopo circa 2 ore di cammino e diverse pause, è un tasso con il quale comincia a confrontarsi in tedesco sul percorso. La creatura gli è decisamente simpatica in quanto parla poco e sembra ascoltarlo con interesse. Infatti è morto, probabilmente di solitudine, da qualche giorno. Non incontra altre creature né fonti di acqua sul percorso che si snoda ad un altitudine intorno ai 900 m in un alternarsi di verde intenso dei prati e boschi di abeti. Ormai in prossimità del sentiero che discende verso la valle dell’alto Danubio scatta una foto ad una solitaria croce con un Cristo sofferente. Fermandosi a mangiare l’ultima riserva di reintegrazione idrica, una mela, ripassa le foto e la scarta pensando, “questa non dice niente”. Riprendendo il cammino un dubbio lo assale: non si sarà mica offeso? Risultato, non si sa per quale motivo tutte le foto sulla reflex del day 4 risulteranno poi scomparse nel nulla e rimarranno solo alcuni scatti dal cellulare….

km.19 arrivando all'Abbazia di Beuron 
La ripida discesa nel bosco verso il Danubio non offre particolari vedute se non verso la parte finale, quando si profila la grande Abbazia cistercense dedicata a San Martino in un angolo della vallata chiusa da falesie. Posto bellissimo, come tutta la valle fino a Siegmaringen.  Il Danubio è qui ancora giovane, le sue sorgenti presso Donauschingen non sono lontane, e ricorda come portata d'acqua un po' il Lambro nelle stagioni piovose. Dopo una giornata senza anima viva a Beuron si incontrano molti visitatori, anche troppi, con tanti cicloturisti che risalgono il Danubio lungo splendide piste ciclabili. Il ritrovare tanti conspecifici non rassicura Vasco, soprattutto quando scopre che l’unico Hotel del posto, il Pelikan, che secondo notizie sul web non riceveva prenotazioni ma era aperto, in effetti è chiuso, sbarrato anzi, venduto da alcune settimane e con esso l’unico ristorante del posto. Girando per il paesino in lungo ed in largo Vasco trova tutte le camere “belegt” ma la cosa non lo preoccupa perché pensa di trovare sicuramente posto nell’ospizio pellegrini dell’Abbazia, un posto che gli risulta ospitare camminatori di passaggio da almeno 800 anni come segnalato anche dalla statua del pellegrino posta all’entrata del paese….Sbagliato! Un gentile frate ceco alla Klosterpforte accoglie Vasco Cesana informandosi con interesse sul tragitto percorso ma, con grandi sorrisi gli annuncia che la Guesthouse è chiusa perché il personale è andato in ferie, dopotutto anche le signore delle pulizie devono festeggiare ferragosto, no? Curiose abitudini per un luogo di pellegrinaggio, pensa Vasco che comincia ad infastidirsi, tra l’altro in Germania il 15 agosto non è neppure festività, mah! Gentilmente il frate ceco lo porta da un bergamasco che abita lì ma anche lui risulta in ferie. Vasco decide di riposarsi e pensare al da farsi sedendosi all’unico locale in esercizio trangugiandosi almeno un litro di acqua e sciroppo di fiori di sambuco (Holunder) e fumandosi diverse sigarette. Studia il via vai di gente  che arrivano sul posto per mangiare ed a tutti viene detto che non c’è piu’ niente da mangiare, solo zuppa di pomodoro!  Di fronte a questa prospettiva terrificante Vasco decide immanentemente di lasciare questo posto dove nulla funziona come dovrebbe e di andare alla vicina stazioncina a prendere il treno per Siegmaringen.




Il Danubio presso Beuron
 Pure i treni sono in ritardo, anche gli altri visitatori sono spazientiti. Osserva anche due anziani ciclisti diretti nella lontana Foresta Nera venire rifiutati dall’ultimo treno perché, secondo le inflessibili regole tedesche, il loro treno non era classificato come accessibile ai ciclisti.  Chissà che fine avranno fatto…Beh, nel frattempo arriva il treno per Siegmaringen dove, alla quinta preoccupata telefonata, Vasco trova infine l’ultima camera disponibile nella valle del Danubio probabilmente fino alla Romania. Si tratta di una camera in un abbaino che, nella giornata piu’ calda di quell’estate nel sud della Germania era praticamente una sauna rovente. Vabbè, meglio che niente, pensa Vasco, che poi riprende morale e stamina con una grande grigliata balcanica accompagnata da diverse Pils in un ristorante del centro gestito da croati. Cala la sera e la possente antica fortezza di Siegmaringen si staglia fiabescamente nella notte specchiandose nelle placide acque dell’alto Danubio. Giornata piena, stancante, anche snervante ma Vasco pensa: questo è viaggiare. Forse non a tutti piacerebbe. A lui sì. 

Dat Garmin a fine giornata: percorsi a piedi km.20,6 (18,6+ 1+1), partenza ore 9,45 – arrivo a Beuron 16,20 - dislivello 239 m. up, 510 m.down, altezza minima 636, massima 953 m.s.l.m., calorie consumate 1300

(clicca qui per tornare al day 3 Hechingen-Albstadt)
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Siegmaringen centro

La fortezza di Siegmaringen, Germania - 15/8/2017

La fortezza di Siegmaringen, Germania 15/8/2017