domenica 22 gennaio 2012

Un paio di giorni a Baden Baden

 
Baden-Baden, Germania, 6 gennaio 2012
Favorevolmente ubicata lungo una delle principali vie di comunicazione tra Nord e Sud dell’Europa, sulla direttrice lungo il Reno tra Basilea e Francoforte, Baden-Baden può essere un luogo di un certo fascino dove passare un paio di giorni. Arrivando in auto dall’Italia la distanza è più o meno quella tra Milano e Roma ed è consigliabile passarvi almeno un weekend lungo o combinare la visita nell’ambito di un viaggio di più ampio raggio comprendente, ad esempio, anche la vicina Foresta Nera e/o l’Alsazia che si trova appena al di là del Reno. Di cose insomma da vedere nell’area ce ne sono ed abbinabili tra l’altro ad alcuni richiami enogastronomici di assoluto livello. Vasco Cesana, che in questo periodo si trova nella regione, la visita nel weekend dell’Epifania. Essendo reduce dalle abbondanti libagioni delle feste natalizie ed al conseguente dilatarsi preoccupante della circonferenza addominale per questa volta decide di concentrarsi sugli aspetti culturali e salutisti tralasciando, non senza qualche difficoltà, i richiami del gusto limitandosi a qualche flammenkuchen ed ad una discreta rehrücken   (lombata di capriolo) nel ristorante dell’Hotel Dorint.

Busto del Kaiser Guglielmo I di fronte alla Trinkhalle, Baden-Baden, 7/1/2012
 Invece dei buoni vini della zona degusta principalmente acqua. Non acque qualunque però ma le acque minerali che sgorgano nelle fonti di Baden-Baden le cui proprietà curative sono note fin dall’antichità. I romani, che di queste cose se ne intendevano, avevano infatti chiamato la città semplicemente Aquae e vi portavano anche i soldati per curare le ferite di guerra con le acque termali. Le acque sgorgano ad una temperatura tra i 32 ed i 69° e la fonte principale è la Friedrichsquelle,  ad elevato contenuto di sodio (850mg/kg) con un contenuto minerale complessivo di 3032 mg/kg. Vasco la trova gradevolmente salata e gasata. Dato l’elevato contenuto minerale va bevuta naturalmente con parsimonia.  Per assaggiare le acque delle fonti si può andare nello storico edificio neoclassico della Trinkhalle dove lungo il colonnato sono raffigurate alcune delle numerose leggende della Foresta Nera o, meglio, nelle “Caracalla Therme”, il moderno centro termale che offre la possibilità di assaggiare gratuitamente a qualsiasi ora tre diversi tipi di acqua minerale. Le fonti, un po’ decentrate, sono ubicate al piano rialzato sulla destra della biglietteria. Necessario portarsi un bicchiere od una bottiglietta se non si vuole incorrere, come nella  Trinkhalle,  nell’antipatica situazione di dover chiedere al bar un bicchiere di plastica e di doverlo pagare 40 centesimi.


Bagni Friedrichsbad, Baden-Baden, 7/1/2012

Baden-Baden, Germania, 6/1/2012

Per i veri e propri bagni termali esistono diverse opzioni: l’edificio termale storico e più bello dal punto di vista architettonico è quello dei Friedrichsbad adibito oggi al classico percorso, fatto di 17 tappe, di bagni, saune e relax chiamato “bagno romano-irlandese”.  Vasco opta per una sessione in libertà nelle moderne Caracalla Therme che hanno spazi veramente notevoli con grandi piscine di acqua termale interne ed esterne ed un centro saune e bagni turchi compreso nel prezzo molto ricco e variegato. L’entrata è a numero chiuso ed in occasione delle festività può capitare di fare una discreta coda all’entrata nelle ore di punta. Vasco vi si trova il sabato sera quando il posto sembra essere molto apprezzato dai giovani e dalle coppiette, soprattutto francesi, dedite a sbaciucchiamenti vari negli angoli delle piscine ed al riparo delle bollicine delle jacuzzi. Gli spazi sono comunque sufficientemente grandi e ariosi da lasciare un po’ di spazio per tutti. Costi di entrata tutto sommato economici, data l’alta qualità dell’offerta: 17 Euro per 3 ore nelle Caracalla, 23 per il percorso completo romano-irlandese nelle Friedrichsbad.


Museo Frider Burda, Baden-Baden, 7/1/2012
Oltre alle Aquae Baden-Baden offre anche molta Cultura con un fitto programma di esposizioni ed attività. Vasco ha trovato molto interessante il Frider Burda Museum. Oltre che dall’edificio in sé, progettato da Richard Meier, è rimasto piuttosto colpito dall’esposizione allestita nel periodo della visita, con molto opere dell’artista tedesco contemporaneo Anselm Kiefer. Molto interessante dovrebbe essere anche l’importante collezione alla quale il museo è intitolato che però viene esposta sono nei periodi in cui non ci sono esposizioni temporanee. Pare che il prossimo periodo di esposizione della collezione Frider Burda sia previsto per la fine primavera 2012. 


I diversi musei ed edifici storici di Baden-Baden sono sparsi in un contesto che urbanisticamente non pare essere troppo diverso  da come doveva essere nei bei tempi dell’ottocento quando la cittadina era considerata la “capitale estiva d’Europa” e vi si dava appuntamento l’alta borghesia continentale. Certo, rispetto ad allora, si vedono in giro meno Brahms e Dostoevskij, e più comitive di turisti che non sembrano troppo imparentati con la raffinata aristocrazia zarista ottocentesca. Anche Marlen Dietrich, che aveva definito il casinò di Baden-Baden come il più bel casinò del mondo, è andata probabilmente da altre parti. Vasco Cesana però trova queste vecchie località nobili mitteleuropee come Baden-Baden ancora affascinanti, di quel fascino un po’ decadente che hanno quelle anziane signore i cui occhi sotto le rughe rimangono vivaci e penetranti, che molto hanno visto e molto hanno da dire. 
Baden-Baden, Germania, 7 gennaio 2012

sabato 31 dicembre 2011

Escursioni in Libano: da Beirut alla Valle dello Chuf



Foresta di Cedri nella riserva di Al-Chouf, Libano, agosto 2011
La costa a sud di Beirut appare decisamente più invitante, dal punto di vista paesaggistico, rispetto a quella settentrionale. La costa, una volta superati i quartieri sciiti intorno nei pressi dell’aeroporto, non è ancora segnata dalle colate di cemento che caratterizzano la linea costiera a nord di Beirut e lo scenario diventa quello, sempre più raro, di una costa mediterranea abbastanza integra, a parte le cluster bomb e le mine che forse ancora si nascondono in qualche area anche se ci dicono che tutto dovrebbe essere stato bonificato. Per questa volta comunque Vasco Cesana e consorte decidono di non rischiare e, pur proponendosi di tornarci in futuro, si dirigono dopo qualche km verso l’interno risalendo la valle dello Chuf. 
Deir Al-Qamar, Valle dello Chuf, Libano, 12 agosto 2011

Deir Al-Qamar, Valle dello Chuf, Libano, 12 agosto 2011
La valle si presenta verdissima e gli insediamenti hanno mantenuto un aspetto tradizionale a partire dallo splendido capoluogo Deir al-Qamar. Ulivi, lecci, pini marittimi, fiori, orti, spezie, profumi, case basse in pietra, ruscelli e, lassù in alto, il verde che spicca sulle rocce chiare dell’ultima, grande, foresta di cedri del Libano. Verrebbe da dire, il Mediterraneo, la culla delle civiltà, al suo meglio. Ma, va ricordato, anche un luogo dove durante la guerra civile si sono verificati incredibili massacri e dal quale, dalla cima di queste verdi colline, tuonava l’artiglieria pesante di Walid Jumblatt contro i mutevoli nemici della milizia drusa. Della guerra oggi apparentemente non si vedono tracce e, segno confortante della caparbietà libanese nella ricerca di una convivenza, anche i cristiani sono tornati e chiese e Madonne fanno capolino nei villaggi di questa valle-feudo dei drusi. Vasco ha la netta impressione che questa area sia anche meglio amministrata di altre zone del Libano ma le sue conoscenze dei drusi non gli consentono di fare considerazioni politico-culturali: basti dire che la loro religione, di lontana origine islamica ma pare anche con elementi cristiani ed ebraici, è avvolta nel mistero, che non hanno luoghi di culto, che il loro leader Walid Jumblatt, membro dell’Internazionale socialista, è alleato ora dei partiti cristiani nel governo ed anti-siriano dopo essere stato filo-siriano ed anti-cristiano durante la guerra. Insomma il Mediterraneo con tutte le sue storie terribilmente complicate e non prive di fascino. E, naturalmente, molto “levantinismo”, termine nel quale i libanesi orgogliosamente si riconoscono anche per un forte anelito a confrontarsi, da questa prospettiva identitaria, con la vecchia Europa e, in particolare, la Francia. Uno dei quotidiani più diffusi è in francese e si chiama, appunto, “L’Orient, ce jour”.


Parco Nazionale dei Cedri. Valle dello Chuf, Libano, 12 agosto 2011
Assolutamente da vedere nella Valle dello Chuf, oltre a Deir al-Qamar, è il Parco nazionale dei Cedri che Vasco visita in auto con brevi passeggiate a piedi su sentieri segnalati. Una visita purtroppo piuttosto veloce, dato il poco tempo a disposizione, ma sufficiente per notare che, è vero, di Cedri nel Libano ne sono rimasti pochi però questo Parco ospita ancora lembi di foresta di una certa estensione con molti alberi giovani in ricrescita spontanea. Insomma, una natura ancora vitale anche se confinata in questa area protetta preservata dalla famiglia Jumblatt. I cedri più vetusti, alcuni dei quali vecchi di oltre duemila anni, sono bellissimi nel loro profilo contorto che spicca sull’azzurro del cielo percorso da una fresca e profumata brezza d’altura. Vasco rileva però che alcuni esemplari di Cedri del Libano cresciuti nei giardini delle ville brianzole superano in altezza ed imponenza i cedri cresciuti naturalmente nella loro terra d’origine. Che la valle del Lambro sia un habitat migliore per i cedri della  valle dello Chuf? La spiegazione forse sta nel fatto che l’habitat originario dei cedri era a quote più basse e che questi sono areali residui sopravvissuti in condizioni difficili mentre le foreste più prossime al mare erano state intensamente disboscate già in epoca fenicia. Vasco comunque si riserva qualche approfondimento botanico in materia.

Uno dei cortili del Palazzo di Beiteddin, Libano, 12/8/2011
Tornando a valle l’altra visita d’obbligo è quella al Palazzo di Beiteddin, mirabile esempio di architettura moresco-rinascimentale fatto costruire nel ‘700 con l’ausilio di architetti italiani, oggi adibito anche a residenza estiva del Presidente della Repubblica libanese.  Molto suggestiva la sequenza di cortili abbelliti da fontane rigogliosi e circondati da freschi giardini mediterranei. Nei locali del sotterraneo e nei giardini è allestita una delle più importanti collezioni di mosaici bizantini al mondo, perfettamente conservati.


Mosaici di epoca bizantina conservati nel Palazzo di Beiteddin, Libano, 12/8/2011
Sulla via del ritorno, grazie al prezioso suggerimento dell’autista sciita, Vasco e consorte vengono portati a fare merenda in una locanda lungo lo strada, dall’altro lato della collina rispetto al palazzo di Beiteddin. All’ombra di un pergolato accarezzato da una lieve brezza tonificante, affacciato su un rigoglioso orto circondato da profumatissimi cespugli di gelsomino, Vasco assapora la migliore manakish b’zaatar, la pizza bianca al timo tipica del Libano,  fino ad allora assaggiata nel paese dei cedri. Chiaccherando in un classico mix libanese di lingue con il proprietario che gli decanta la bontà dei prodotti della zona, questi gli chiede di portare i saluti al nipote frate trappista in un’abbazia italiana. Vasco  annuisce, satollo. Il suo pensiero non può non andare a queste storie di uomini, sapori e profumi che si inseguono, al di qua ed al di la del Nostro Mare. Sapori semplici calati in storie complesse da capire ma che seguono percorsi atavici ed affascinanti, resistendo a tutte le crisi, al di qua ed al di là del Litani, al di qua ed al di là della valle dello Chuf.
"Mediterraneo", Valle dello Chuf - Libano, 12 agosto 2011

giovedì 29 dicembre 2011

Escursioni in Libano: da Beirut a Baalbek passando per Aanjar


Colonne del Tempio di Giove Eliopolitano - Baalbek, Libano, 10 agosto 2011
Le ridotte dimensioni del Libano consentono, con escursioni in giornata da Beirut, di visitare buona parte dei luoghi più interessanti del paese. Una delle escursioni più avvincenti è quella a Baalbek, ad una settantina di km da Beirut. Lasciando la città si sale sul Monte Libano percorrendo la Beirut-Damasco, strada di grande traffico e grandi traffici. Le pendici del Monte sono punteggiate in modo invasivo da abitazioni e palazzi, alcuni dei quali adibiti a residenze estive di Emiri e dignitari dei paesi del Golfo, che vengono qui alla ricerca della frescura delle alture mediterranee. Poi, finalmente, gli insediamenti si diradano e la strada discende nella fertile, fin dai tempi dei romani, valle della Bekaa, allora granaio dell’Impero ed oggi ancora importante zona di produzione ortofrutticola, incluse varietà di “verdure” libanesi un po’ particolari.. 

Campi coltivati nella valle della Beeka - Libano, 10/8/2011

La valle è in parte controllata da Hezbollah, soprattutto intorno a Baalbek, dove nel 2006 vi furono estesi bombar-damenti israeliani incluso un attacco all’ospedale dove si pensava fossero custoditi i soldati rapiti nell’azione che aveva dato avvio ai combattimenti di quell’anno. Anche qui comunque non si è in una situazione monoculturale, infatti lungo la strada si incontrano anche villaggi e chiese cristiane. Molto forte è la presenza armena, in particolare nell’area di Aanjar, con i rari resti conservati di una città dell’epoca omayyade (ca.700 dc). Il luogo affascina molto Vasco Cesana: le solitarie rovine spiccano in una limpidezza assoluta, rivelando le trame architettoniche di un’epoca ancora incerta tra elementi arabi e bizantini, tra storia antica e medioevale, tra oriente ed occidente; in giro: nessuno. Fuori dall’area archeologica un nerboruto rappresentante in bandana di non si sa quale comunità sorseggia una limonata a bordo di un moderno mezzo ATV con allestimento tattico: i portaoggetti configurati non sembrano fatti per portare la spesa ma inequivocabilmente mitragliatori e lanciagranate. La storia contemporanea veglia sulla storia antica. Le incertezze dell’epoca omayyade sono ancora tutte lì. 

Lungo il Cardo Massimo di Aanjar - Libano, 10/8/2011

Gran Palazzo del Califfo, Aanjar - Linao, 10/8/2011
  

Grande Moschea nell'abitato di Baalbek - Libano, 10/8/2011
La strada fino a Baalbek è contrassegnata da manifesti ed insegne propagandistiche di Hezbollah. Nei campi a fianco lavorano, da tempo immemorabile, gli zingari che allestiscono qui i loro accampamenti nomadi nelle stagioni del raccolto. Qua e la qualche chiesa cristiana fa capolino mentre poco prima della zona archeologica di Baalbek spicca la grande moschea blu della città.


La base del tempio di Giove a Baalbek - Libano, 10/8/2011


Per una visita non affrettata delle rovine dell’antica Heliopolis o Città del Sole sono necessarie almeno due ore. Il sito è veramente impressionante: le colonne del tempio di Giove Eliopolitano sono enormi e l’intero complesso racchiude in sé una serie di stili e disposizioni particolari che risalgono alle origini perse nel tempo di quando il luogo iniziò ad essere di culto e dedicato alla devozione al dio Baal oltre 4000 anni fa. Nel corso dei secoli le pratiche ataviche sembra che siano proseguite venendo inglobate ed aggiornate nei nuovi culti delle dominazioni delle diverse epoche, prima con la conquista da parte di Alessandro Magno il quale attribuì alla città il nome di Heliopolis e poi dai romani che reintitolarono il tempio a Giove facendone uno dei più grandi, forse il più grande, dell’Impero a dimostrazione della loro potenza in questa irrequieta area di confine. Come per altri templi dell’antichità anche per il complesso del tempio di Baal-Zeus-Giove si sono dispiegate le più svariate interpretazioni sulle sue origini. Rimane il fatto che le analisi svolte dall’archeologia ufficiale fanno fatica a spiegare come siano state preparate e trasportate le immense lastre di pietra alla base del tempio. Le più grandi pietre lavorate intere della storia dell’umanità. Si dice. Ammesso che quelli che le lavorarono fossero veramente umani.


Le Esedre del Grande Cortile del tempio di Giove, Baalbek


Le teste di leone e di toro ornavano il perimetro del Tempio di Giove
Se del grande tempio di Giove, a parte i propilei e le grandi corti rituali, non rimangono ora in piedi che sei colonne (al netto anche di quelle che sono state trasportate a Bisanzio per la costruzione di Santa Sofia) il tempio di Bacco si presenta straordinariamente integro e quasi intatto. Le iscrizioni ed i fregi all’interno del tempio sono densi di simboli che rimandano ai Baccanali, con immagini della vite, dell’oppio e di ragazze discinte che seguivano i precetti del culto di Bacco, divinità che suscita sempre un certo interesse in Vasco Cesana. Altrettanto ben conservato ed integrato in epoca bizantina con una chiesa intitolata a Santa Barbara è il tempio di Venere che completa, dall’altro lato degli scavi, la cosiddetta Triade Eliopolitana: Giove, Bacco e Venere, che, rielaborando elementi degli antichi culti di Baalbek di epoca pre-romana, si diffuse come culto mistico in diverse parti dell’Impero.


Base del tempio di Giove con i giganteschi blocchi di pietra - Baalbek, 10/8/2011

Particolare dei fregi del tempio di Bacco raffiguranti Viti ed Oppio - Baalbek, 10/8/2011

Molti viaggiatori del '800 hanno lasciato i segni della loro visita a Baalbek, qui in evidenza le firme del noto  viaggiatore spagnolo J.V.Abargues e di G. Pascoli - Baalbek, 10/8/2011


Per rientrare a Beirut, nel tardo pomeriggio, ci vogliono circa due ore. Secondo Vasco Cesana l’escursione a Baalbek non presenta attualmente problemi di sicurezza ma, anche per una maggiore conoscenza della reale situazione in loco al momento dell’escursione, lui consiglia un tour organizzato. Vasco consiglia anche di tenere conto delle impressioni di un altro grande viaggiatore, Alessandro Magno, che per primo notò la straordinaria luminosità di quella che avrebbe chiamato la Città del Sole: portare il cappellino!  


Baalbek, Libano, 10 agosto 2011







sabato 24 dicembre 2011

Atmosfere e mercati natalizi a Stoccarda e dintorni

Atmosfere Natalizie - Stoccarda, 15/12/2011
 L’enorme afflusso di visitatori ai mercati natalizi rende sempre più difficile trovarvi una atmosfera autentica. Anche in Germania, dove i mercatini di Natale sono una tradizione più radicata e meno turistica, nei weekend di dicembre fiumane di persone vi si riversano senza soluzione di continuità. Per poter apprezzare l’atmosfera dei mercati natalizi bisogna cercare di visitarli nelle serate infrasettimanali quando diventano un’occasione conviviale per andarci a mangiare e soprattutto a bere gluhwein al termine della giornata lavorativi, magari fermandosi a sentire un coro di Christmas carol.  Vasco Cesana, approfittando della sua attuale ubicazione lavorativa, ha trovato molto piacevole girovagare per il Weihnachtsmarkt di Stoccarda nelle serate infrasettimanali, meglio in quelle un più fredde, quando le tazze di gluhwein entrano in circolo meglio adeguando la temperatura corporea all’ambiente.


Mercato di Natale a Stoccarda, Germania, 15/12/2011


Il “mercatino” di Stoccarda per la verità è un “mercatone”, dato l’estensione dell’area ed il numero delle bancarelle. Queste peraltro anche qui vendono più o meno i soliti generi di oggettistica natalizia, cosa che a lungo andare può risultare un po’stucchevole e che dopo un po’ non suscita particolare interesse in Vasco. A parte naturalmente qualche interessante genere mangereccio. Non è riuscito però a trovare a Stoccarda le grandi braci a legna per i wurstel che ha visto in altri mercatini (es. Francoforte) ma in compenso ha trovato un buon salmone fatto affumicare al momento sulle braci ed ha fatto anche incetta dei tipici dolci natalizi tedeschi, le Stolle ed in particolare quelle originarie, le Dresdner Stolle. Ogni giorno alle 18 per tutta la durata del mercato all’interno dell’Alte Schloss sono organizzati suggestivi cori natalizi. L’orario però risulta per Vasco difficile da conciliare con il protrarsi dei suoi impegni lavorativi fino ad ora piuttosto tarda. Anzi, molto tarda per gli standard  nordeuropei. Andandovi in tarda serata (il mercatino di Stoccarda chiude alle 21), è’ riuscito però ad ascoltare in giro alcuni cori spontanei, provando una piacevole sensazione di vera atmosfera natalizia.


Entrando nel centro di Esslingen a/Neckar, Baden-Wurttemberg, 10/12/2011

Oltre che nel capoluogo i migliori mercati natalizi della zona si tengono nel centro barocco di Ludwigsburg ed in quello medioevale di Esslingen an der Neckar, entrambi a pochi km da Stoccarda. Vasco ha visitato quello di Esslingen un sabato mattina, poco dopo l’apertura (alle 11), riuscendo così ad anticipare un po’ l’afflusso turistico. Esslingen è una cittadina molto interessante, con un centro con le case a graticcio, edifici e porte di epoca medioevale ed intorno le colline a vigneto che producono una varietà di spumante molto apprezzata in Germania.

Girando per il mercatino di Natale di Esslingen - 10/12/2011

 La particolarità del mercatino di Natale di Esslingen è che ha una sezione che rievoca un mercato medievale, con stand più “primitivi” ed inservienti agghindati in stile popolano dell’epoca. Vasco è rimasto sinceramente sorpreso dal fatto che non solo i vestiti apparivano autenticamente medioevali, ma anche gli stessi lineamenti delle persone, o almeno queste avevano veramente le sembianze di come si immaginava dovessero essere le facce della gente all’epoca. In uno stand anche una grande tinozza di legno dove gli avventori potevano provare promiscuamente ed all’aperto a fare un bagno "medioevale"!

Zona medioevale del Mercato d-n - 15/12/2011

Poco lontano, finalmente, Vasco ha trovato la principale attrattiva per lui dei mercati natalizi della Germania: un presepe vivente con la Merkel a fare da Madonna? una renna guidata da un cavaliere teutonico? un Bund con un differenziale grande come una stella cometa? Noo…la grande brace a legna dei wurstel che da anni stava cercando!!

   
Atmosfere Natalizie ad Esslingen, Germania - 10/12/2011

domenica 27 novembre 2011

A spasso per Stuttgart21 nei giorni del referendum


Stuttgart 21: la Cultura Tedesca in campo  -  Stoccarda, Germania, 26 novembre 2011
In questo Weekend di fine novembre Vasco Cesana si trova a Stoccarda, nella Germania meridionale. Non è un weekend qualunque per il capoluogo del Baden-Wuttemberg: dopo anni di polemiche e scontri anche aspri che hanno avuto eco anche a livello internazionale è  giunta l’ora del referendum per il mega progetto che riguarda la stazione e le aree adiacenti, cioè “stuttgart-einundzwanzig (S21)”. Vasco Cesana, che riesce ad appassionarsi anche per eventi politici remoti di importanza discutibile come le tendenze elettorali nei collegi del Queensland australiano, non può ovviamente rimanere indifferente ad un evento come questo che ha occasione di vedere da vicino e decide di dedicare buona parte del tempo a disposizione all’osservazione delle ultime fasi della campagna ed alla visita dei luoghi interessati dal progetto. Il tempo restante in effetti lo dedica ai wurstel degli stand del mercatino di Natale cittadino appena aperto ed ai salutari glühwein che in essi vengono distribuiti.


Immagine dalla torre della stazione della zona interessata dall'interramento dei binari, Stoccarda, 26/11/2011

Plastico del progetto Stuttgart 21 nel centro divulgativo alla stazione, Stoccarda, 26/10/2011
Ma quali sono i termini della questione? Inutile ripercorrere tutti i dettagli e le fasi di un progetto che comunque è piuttosto articolato: in sintesi Stuttgart21 riguarda un’area di quasi 100 ettari a ridosso del centro di Stoccarda e comprende l’abbattimento di buona parte della vecchia stazione, l’interramento di tutti i binari ed aree di servizio dello scalo ferroviario, la modifica di una parte dei giardini centrali dello Schloss Garten con abbattimento di 280 piante tra le quali molti platani e faggi secolari e la destinazione delle superfici liberate ad uffici, zone residenziali ed a verde pubblico, il tutto ad un costo nell’ordine di 5 miliardi di Euro. Un progetto ambizioso quindi, con aspetti molto controversi e che si è avviato (alcuni cantieri sono già operativi ed i contratti sono stati già firmati) a quanto pare in modo piuttosto verticistico suscitando reazioni negative in molti abitanti di Stoccarda, cosa che sembra sia stata tra le ragioni che hanno portato nella primavera di quest’anno per la prima volta alla guida del Baden-Wurttemberg una maggioranza rosso-verde dopo oltre cinquant’anni di assoluto dominio CDU o, come si diceva una volta in Italia, democristiano. 
Il "fronte" della battaglia: recinzione del cantiere circondata, Stoccarda, 26/11/2011


Osservando in televisione il nuovo presidente verde della regione, Winfried Kretschmann, a  Vasco per la verità sembra un po’ democristiano pure lui e non è un caso che il Grunen Ministerpraesident, forse proprio per questo, goda attualmente in questa regione così conservatrice di un indice di apprezzamento molto alto,  nell’ordine del 60%, ed i Verdi siano dati nei sondaggi intorno al 29% (dal 24% ottenuto alle elezioni…).  Ed un po’ democristiana,  nel senso di alta scuola politica di una volta, gli sembra la scelta di affidare la soluzione della “grana” Stuttgart21 ad un referendum popolare, un Volkabstimmung, trovando così una mediazione con l’altro partner della coalizione, la SPD, che, al contrario dei Verdi, è prevalentemente a favore del progetto. Non meno raffinata è la natura del quesito che si è venuto a porre ai cittadini: “Siete a favore della rescissione degli accordi concernenti il progetto Stuttgart21?”. In tedesco il quesito suona minacciosamente così: “Stimmen Sie der Gesetzvorlage ‘Gesetz uber die Ausubung von Kundigungsrechnen bei den vertraglichen Vereinbarungen fur da Bahnproject Stuttgart 21 (S 21 Kundigunggesetz’ zu?" Risposta Ja =  ritiro del progetto (inciso sottinteso: anche se questo può comportare un aumento delle tasse per pagare le penali), risposta Nein = proseguimento del progetto. La comprensione del quesito non è solo un problema linguistico: secondo i sondaggi il 79% della popolazione sostiene che la formulazione della frase non è comprensibile! Le modalità del referendum rendono inoltre piuttosto difficile la vittoria del Ja: il referendum si svolge su tutto il territorio della regione ed il Ja per vincere ha bisogno di ottenere il voto di almeno un terzo degli aventi diritto, un quorum di fatto più alto del 50% di votanti richiesto per i referendum italiani.

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Diversamente dall’Italia il sabato del referendum vede un’intensa campagna elettorale. Vasco Cesana si ferma ripetutamente ai banchetti sia dei sostenitori del Sì che del No e viene sommerso dalla documentazione con veri e propri studi corredati da foto, disegni, progetti e controprogetti, bilanci, analisi geologiche. Insomma, siamo in Germania, e questo si vede dalla cura degli aspetti tecnici illustrati nel materiale consegnato. I banchetti dei due schieramenti sembrano le reception di un convegno ed ai cittadini elettori più che volantini a slogan vengono consegnate  cartelle informative come se fossero i delegati ad un congresso di architettura. La stazione oggetto del contendere non è, secondo Vasco,  particolarmente bella. Costruita negli anni tra le due guerre in uno stile sobrio e senza fronzoli, sembra fare però il suo dovere e consentire i collegamenti con una certa razionalità. Questa testimonianza dell´epoca weimariana, sopravvissuta in qualche modo ai bombardamenti a tappeto angloamericani della seconda guerra mondiale, potrebbe quindi soccombere di fronte agli architetti del 21 secolo.  Nella torre della stazione viene illustrato con abbondanza di mezzi tecnologici il progetto S21: Vasco guarda con attenzione i plastici che raffigurano il progetto e le animazioni. Secondo lui l’idea di interrare i binari e le relative aree di pertinenza in sé è valida: le iniziative di sviluppo possono in questo modo realizzarsi senza consumo di territorio ed anzi recuperando potenzialmente a verde pozioni di territorio già urbanizzate. Osservando dall’aereo Milano, ad esempio, ha sempre pensato che la grande area dello Scalo ferroviario Farini sia assolutamente uno spreco in termini di consumo ed uso del territorio in una zona così centrale. Nel caso di Stoccarda però il progetto va a impattare sugli adiacenti giardini di Schloss Garten. 
 

Uno dei platani soggetti ad abbattimento, Stoccarda, 26/11/2011

Camminando nella zona interessata dal progetto, che comunque è piuttosto piccola rispetto ai 5 km di lunghezza dei giardini ma molto centrale,  Vasco Cesana visita gli accampamenti della protesta che da oltre un anno si sono schierati a difesa degli alberi. Alcuni appostamenti sono presenti anche sui rami più alti mentre alla base i tronchi sono avvolti da animaletti di peluche. Gli alberi minacciati in effetti sono molto belli, alcuni platani sono pluricentenari e l’idea che questa zona venga rasa per lasciare spazio alle pensate (le “gocce” di vetrocemento che emergono nel verde collegando lo spazio della mobilità del 21 secolo della stazione sottostante con lo spazio del parco secolare dei principi del Wurttemberg) di qualche architetto di grido obiettivamente lo infastidisce.   I sostenitori del nein d’altra parte ribattono che a fronte dei 282 alberi abbattuti potranno essere piantati oltre 5000 nuovi alberi ed allargare il parco di ulteriori 20 ettari. Al termine della sua giornata informativa su Stuttgart 21 Vasco si sente di riconoscere ragioni all’una ed all’altra parte, un po’ democristianamente. In serata, addentando un Bratwurstel di 40 cm. dall’altro lato degli Schloss Garten presso uno stand del Weihnachtmarkt  sente la sua curiosità per i fenomeni socio-politico-culturali appagata. L´elevato ed intenso dibattito civico e democratico su Stuttgart 21 in questo ricco e moderato angolo della vecchia Europa si merita un brindisi. Con un caldo e natalizio bicchiere di Gluhwein. Prosit!

  
PS: al termine dello spoglio nella serata di domenica il referendum è stato vinto dai nein con oltre il 57%Nel commentare il voto il Presidente Kretschmann appariva particolarmente ecumenico.