domenica 22 aprile 2012

Nel regno dello Spargel: 1- al mercato e in cucina in compagnia dell’asparago bianco del Baden

Asparagi bianchi del Baden in vendita al mercato di Stoccarda, 14 aprile 2012
"Der Spargelmann", Stoccarda, 14/4/2012
L’inizio della primavera è contrassegnato sui mercati di buona parte dell’Europa dall’arrivo degli asparagi. La stagione va più o meno dalla fine di marzo alla metà di giugno e le zone di produzione sono sparse un po’ per tutto il continente e diverse sono quelle che si fanno vanto delle migliori qualità e varietà. In Germania la stagione degli asparagi è particolarmente celebrata ed una delle principali e migliori zone di produzione è nella regione del Baden Wurttemberg ed in particolare nei pressi del Reno tra Karlsruhe e Mannheim dove ha il suo territorio d’elezione il più nobile rampollo della dinastia dei von Spargel: l’Asparago Bianco del Baden.  La raccolta del primo asparago della stagione  è un evento  conclamato dai media anche alla presenza delle autorità regionali. Vasco Cesana, sentendo alla radio mentre andava al lavoro il solenne annuncio, ha risposto prontamente all’appello ed all’indomani si è recato in quello che forse è il posto dove si trovano con più facilità i migliori prodotti del raccolto regionale: il mercato di Stoccarda che si tiene ogni sabato mattina nella Markt Platz.  I prezzi qui, almeno ad inizio stagione, non sono proprio popolari e le migliori varietà vengono vendute a circa 1 €.  il pezzo. La selezione è però notevole e gli asparagi del Baden spiccano per le loro dimensioni e per il colorito bianco avorio. Ne sono offerti comunque di varie pezzature e costi e la scelta è abbastanza ampia. Le bancarelle con i migliori asparagi hanno un successo assicurato e le cassette esposte devono essere continuamente riapprovvigionate.  
Gli asparagi bianchi del Baden non necessitano di particolari puliture e raschiature

Anche la bollitura "orizzontale" va bene.... 
Per la preparazione degli asparagi esistono numerose ricette ma Vasco predilige quelle più semplici e meno sofisticate. Non conoscendolo, preferisce all’inizio degustare l’asparago bianco del Baden nature cioè semplicemente dopo averli fatti bollire in acqua mediamente salata per 20-25 minuti, cosa che è comunque preliminare alla maggior parte delle possibili preparazioni. Prima di questo bisogna ovviamente lavare gli asparagi, tagliare se necessario un paio di cm della base per quelli più grossi e raschiare leggermente qualche filamento. Operazioni che per gli asparagi bianchi del Baden sono ridotte al minimo.
Secondo Vasco non è neppure necessaria la cottura in pentola stretta in posizione verticale. In ogni caso non dispone di una pentola idonea a questa cottura nella propria abitazione stoccardiana. Ha trovato invece corretto il suggerimento locale di aggiungere un pizzico di zucchero all’acqua di cottura. Al gusto lo Spargel si presenta rotondo, delicato ma avvolgente con le sue venature amarognole appena annunciate. Rispetto alle varietà verdi più diffuse in Italia il bianco del Baden è molto più morbido e dolce, anche se con un equilibrio delicato forse per così dire più “fragile”. Ragione per cui secondo Vasco anche la preparazione “alla milanese” con le uova rischia di rompere questo equilibrio ed ancor più sconsigliabile è la proposta locale di farlo gratinare con il prosciutto crudo della foresta nera dal (pur)troppo forte sapore affumicato.
Il prosciutto della Foresta nera
come contorno (ma è troppo forte)
Secondo lui la gratinatura in forno ci sta bene ma solo limitando gli ingredienti ad un po’ di burro spalmato sulla pirofila, un bel velo di parmigiano grattugiato sopra e basta.  Per una cena completa a base di asparagi è sufficiente, durante la cottura in acqua degli asparagi, avviare contemporaneamente la preparazione del risotto aggiungendo al soffritto un paio di asparagi tolti dalla loro pentola non ancora cotti e tagliati e pezzetti ed aggiungendo poi al riso soffritto invece del brodo l’acqua di cottura degli asparagi.
Il risotto ricambierà così con la sua consistenza burrosa il delicato abbraccio liquido dell’asparago ed introdurrà al meglio gli altri Spargel che nel frattempo si saranno ritrovati in forno a gratinare.  
Vino? Ja, naturalmente del Baden, naturalmente bianco, naturalmente giovane: ad esempio un pimpante Oberkircher Rivaner di un anno o anche meno.   Servus, Herr Von Spargel!   
Spargelzeit al mercato di Stoccarda del sabato mattina, 14/4/2012

sabato 31 marzo 2012

Passeggiata naturalistica nelle foreste di Stoccarda

Passeggiando nei pressi del centro di Stoccarda, Germania - 25/3/2012
Vasco Cesana continua ad essere colpito dall’estensione e dall’alta qualità ambientale delle foreste che circondano Stoccarda spingendosi praticamente fino al centro della città. Nella prima domenica primaverile passata in città decide di partire, armato di scarponi, binocolo e macchina fotografica, per il Kraherwald, la foresta che può visitare partendo a piedi direttamente dalla sua abitazione tedesca. Si propone di seguire il percorso che ridiscende nella valle di Feuerbach aggirando poi il quartiere di Botnang spingendosi nella direzione della zona dello Schloss Solitude.


Foresta di Kraherwald, Stoccarda - 25/3/2012


Strisciando nel sottobosco, Stoccarda - 25/3/2012

Tutto il territorio è riserva naturale (Naturschutzgebiet) e vede una prevalenza di bosco deciduo misto con prevalenza di faggi secolari, querce ed alcune aree con pini silvestri e abeti. Il terreno è ondulato con vari saliscendi abbastanza dolci , piccoli corsi d’acqua nel fondovalle e qualche laghetto e radura. Vasco lo percorre piano, in assetto da osservazione naturalistica, appostandosi nei punti che gli sembrano più interessanti. Dal punto di vista fotografico la fine di marzo è un periodo ideale per cercare di fare qualche foto nel bosco, in particolare agli uccelli, perché molte specie sono in canto, c’è movimento migratorio e, almeno in questa regione, non ci sono ancora foglie sugli alberi. Fare foto nel bosco non è infatti una cosa facile, sia per le condizioni di luce che di inquadratura e, dopo la ricrescita delle foglie, fare qualche scatto decente agli animali diventa quasi impossibile. Per Vasco la fotografia è uno strumento per osservare meglio la natura e documentare, cogliere al volo, qualche spunto dato al momento dal luogo e dal suo ambiente. Non gli interessano, anzi lo stufano un po’, i lunghi appostamenti o lo studio degli accorgimenti per fare foto tecnicamente perfette. Certo se capita non gli dispiace ma il tutto non deve monopolizzare l’attenzione e il piacere, ad esempio, di una passeggiata in un bosco. Inoltrandosi nel Kraherwald  di prima mattina, beh, diciamo di seconda, dopo un’abbondante colazione con spremuta fresca di arance moro, yoghurt naturale della Foresta Nera con miele, bocconcini di pane integrale alternandoli tra guarniture di burro e marmellata di ribes e di gruyere e salame di capriolo dei Grigioni ed un paio di espresso, Vasco nota l’alta densità di picchi in frenetica attività territoriale.
Picchio nero, Stoccarda - 25/3/2012
Dopo un po’ sente un forte verso, quasi lancinante, provenire dal sottobosco che al momento non riesce a riconoscere. Avvicinandosi con circospezione intravede una discreta massa nera con un lungo becco bianco: un maschio di picchio nero sta alimentandosi a terra. Gli si avvicina strisciando a circa 20 m. cercando di aggirare il controluce ma non riesce ad inquadrarlo bene prima che si involi. Il picchio nero poi comunque rimane nelle vicinanze e riesce a fargli un paio di scatti documentativi mentre risale un tronco di una grande quercia. Questa specie risulta in aumento in Europa ma è comunque non comune e piuttosto difficile da vedere. Vasco non l’aveva mai vista così bene. Il tutto a poco più di un km in linea d’aria dalla Stazione Centrale (di Stoccarda).

Foresta di Kraherwald, Stoccarda - 25/3/2012

Tordo bottaccio, Stoccarda - 25/3/2012

Molti sono anche i tordi di diverse specie che osserva lungo il percorso, evidentemente ancora in movimento migratorio.  Mentre cerca di fotografarne qualcuno, cosa che nel bosco risulta piuttosto difficoltosa, una coppia di poiane si rincorrono a bassa quota tra gli alberi. Più avanti la stessa scena si ripresenta con un astore ma non riesce a fotografarlo.
Tordi sasselli, Stoccarda - 25/3/2012
Con il passare delle ore le osservazioni di uccelli diventano più rarefatte e Vasco comincia ad accusare un certo appetito ed entra in fase di disidratazione. Lungo il sentiero non esistono fonti d’acqua e luoghi di ristoro: anche se rimane all’interno del perimetro cittadino l’ambiente è quello di una vera foresta. L’unico segno di antropizzazione sono le, immancabili in Germania, panchine e la piuttosto fitta rete di sentieri, peraltro non molto ben segnalati, tanto che per Vasco la passeggiata richiede anche una certa dose di orienteering.  


Primavera nello stagno, Stoccarda - 25/3/2012
 Nel ricercare la via del ritorno, superata la quarta ora di cammino ed un discreto numero di km, almeno una dozzina, si imbatte in una serie di laghetti. Una delle pozze d’acqua pullula letteralmente di rospi e rane in amore. I primi in particolare gli appaiono veramente scatenati. Dopotutto per la natura è primavera.   Ed una passeggiata per le estese e vetuste foreste di Stoccarda è un buon modo per osservarne la dirompente vitalità. 
Passeggiata naturalistica nelle foreste di Stoccarda - 25/3/2012


sabato 24 marzo 2012

Uno spuntino a Bad Urach


Bad Urach, Baden Wurttembergh, Germania - 23/3/2012
Sulla via del ritorno da quella che i tedeschi chiamano Führungskräfteklausur, definizione il cui suono stesso incute un certo timore, Vasco Cesana si trova a percorrere in auto le strade e stradine che attraversano le Schwabische Alb nella parte più interna del Baden Wurttemberg. Il paesaggio intorno è estremamente rilassante: faggete, campi e villaggi  si alternano tra dolci ondulazioni collinari. Buona parte del percorso fa parte della riserva della biosfera del Giura Svevo.
Dopo un’ora abbondante di piacevole guida Vasco decide di fermarsi a Bad Urach, antico insediamento urbano che gli è stato segnalato dai colleghi tedeschi ma del quale non esiste traccia in nessuna delle principali guide turistiche della Germania in circolazione in Italia. La posizione stessa dell’abitato è poco evidente. Diversamente dai villaggi di origine medioevale italiani o francesi, che spesso sono ubicati sui crinali delle alture, gli insediamenti di questa zona della Germania, inclusa la stessa Stoccarda, si sono sviluppati sui fondovalle, in una posizione quasi nascosta dalle colline, come a non volere dare nell’occhio. Un aspetto questo che sembra faccia parte anche del carattere tradizionale svevo.

Cercando uno spuntino a Bad Urach, Germania - 23/3/2012
 Bad Urach poi, ai tempi di Eberardo il Barbuto, era chiamata anche la capitale segreta del Wurttembergh, circondata da numerose fortificazioni. Intorno a Bad Urach risultano esserci i resti di ben dieci forti o castelli, alcuni risalenti addirittura all’epoca alemanna. Un bel po’ di anni prima c’erano anche un discreto numero di vulcani, dei quali rimane in qualche modo traccia nelle acque termali della zona, che risultano essere quella con la temperatura più calda della regione (61°).  Vasco Cesana in effetti ci arriva un po’ ignaro di tutto questo avendo in mente come principale  obiettivo della sosta quello di fare semplicemente uno spuntino serale lungo la strada che lo porta a Stoccarda.  Camminando nel centro rimane però colpito dalla qualità degli edifici a graticcio che si sviluppano intorno alla piazza centrale. Il lindore delle facciate impreziosite dalle ricche travature di legno spiccano nel buio della sera.



Il centro non è grande, lo si percorre velocemente, ma è molto raccolto e integro ed il visitarlo senza quasi nessuno in giro se non alcune persone del posto che parlottano in dialetto svevo lo rendono delizioso, quasi un cameo medioevale che gli si rivela con un fascino sorprendente. Osservando la farmacia presso il municipio ne registra la data di inizio attività: 1478. Cara, vecchia Europa…. 

Farmacia al Rathaus, in attività dal 1479, Bad Urach - 23/3/2012



La sua attenzione viene anche attratta da diverse trattorie che gli sembrano piuttosto allettanti. Tra le altre cose le sue fonti gli hanno segnalato che Bad Urach è anche una sorta di capitale mondiale dei Pretzel, che non sono, come molti pensano,  un fast food ideato per le bancarelle delle strade di New York, ma un prodotto tradizionale del Sud del Germania, anzi, magari il primo pretzel della storia è stato sfornato proprio qui, nella panetteria della piazza centrale di Bad Urach. Peccato per Vasco che, data l’ora piuttosto tarda, l'abbia trovata chiusa. Vabbè, vorrà dire che dovrà sedersi a mangiare qualcosa, possibilmente di leggero, in una delle gasthof.
Alla fine opta per la Wirtshaus Zum Loenonn, spartano locale anch’esso in esercizio da qualche secolo, anche se meno della farmacia, solo un paio, con un simpatico  gestore dalla battuta pronta in svevo con il quale Vasco ride di gusto pur non capendo una mazza di quello che dice. Il piatto più leggero presente nel menu scelto per lo spuntino è lo Hausgemachte saure Linsen mit Rauchfleisch, spaetzle und ein paar Saitenwurstl, praticamente un bello scodellone di lenticchie, pancetta affumicata, pasta locale e sopra un paio di wurstel accompagnato da un buon mezzo litro di Weizen Bier.  Le lenticchie con gli spaetzli, qualche volta arricchite con pezzi di maiale, stinco di prosciutto o wurstel  è uno dei piatti più tradizionali della cucina povera sveva con chiare affinità con l’italico cotechino con le lenticchie. Terminato lo spuntino e prima di riavviarsi verso Stoccarda Vasco fa ancora due passi nel centro passando dal palazzo dei principi del Wurttemberg e dal vecchio mulino ricostruito. Si ripromette di ritornare a Bad Urach con la luce del giorno per una visita piu’ approfondita e magari per ricostruire l’affascinante storia di Barbara Gonzaga, la rampolla dei Duchi di Mantova che si venne a stabilire qui più o meno pochi anni dopo l’apertura della farmacia.

 Ma cos’è la  Führungskräfteklausur? Ah già, è una versione molto “tedesca” di un seminario manageriale, che in genere prevede l’isolamento (la klausur) in un posto sperduto, possibilmente in mezzo a una foresta o in cima ad una montagna, abbondanti riserve di apfelsaft o caffe nero durante il giorno e di birra alla sera, una cena sostanziosa ed il consumo di un discreto numero di pennarelli per scrivere alla lavagna cose che possono teoricamente servire per lavorare meglio o sviluppare la strategia aziendale. Una particolarità del sistema paese è che non sempre si dicono cose banali e si va piuttosto in profondità. Oltre a carta e pennarelli sul tavolo di lavoro compaiono anche di tanto in tanto interessanti cestini di .... pretzel!

lunedì 27 febbraio 2012

Salutando l'inverno sui laghi briantei con risotto e caprini

Lago di Alserio parzialmente ghiacciato  -  Brianza - 25 febbraio 2012
Il febbraio dell’anno bisesto 2012 verrà ricordato meteorologicamente per il contrasto tra la “bolla gelida” scesa anche sull’Italia nella prima metà del mese ed il repentino cambiamento intervenuto nella seconda metà del mese con temperature passate in pochi giorni nella pianura padana da valori intorno a -15° a massime nell’ordine dei 20°. Passeggiando a fine febbraio lungo la sponda sud del lago di Alserio,  Vasco Cesana ne ripercorre la trama meteorologica osservando il contrasto tra la luce ormai primaverile che si diffonde nel paesaggio ed il permanere coriaceo ma ormai fragile del ghiaccio su una vasta superficie del Lago.  In fondo, nell’acqua ormai libera, nuovi assembramenti di anatre, in migrazione di ritorno, si sono aggiunti agli sparuti gruppi che lì hanno passato l’inverno. Coppie di svassi in parata spuntano qua e là. 
Lago di Alserio, 25 febbraio 2012
Trova suggestivi nella loro anomalia termica i  riflessi azzurrini della residua superficie ghiacciata irradiata da un possente ed in qualche modo “innaturale” sole primaverile. In effetti non si ricorda di aver mai osservato in questa stagione, nel corso delle sue pur numerose visite ai laghi briantei, un contrasto di questo tipo.
L’inverno e la primavera sono secondo Vasco le stagioni migliori per visitare i laghi briantei: tra questi quelli che ha più occasione di frequentare sono i laghi di Alserio e di Pusiano dove svolge anche in inverno attività di censimento degli uccelli acquatici svernanti. Il lago di Alserio è quello che presenta maggiori caratteristiche di “naturalità” con le sue sponde a canneto circondate da boschi, arbusti e campi. Il modo migliore per visitarlo è percorrere la passeggiata che dal cimitero di Alserio segue la sponda sud del lago per un paio di chilometri. Il lago di Pusiano invece è massicciamente circondato da insediamenti ma, anche data la sua maggiore estensione, presenta una maggiore varietà di ambienti e potenzialmente può essere caratterizzato da una maggiore biodiversità.
Femmina di Moriglione, Folaga e Tuffetto, Laghi Briantei, dicembre 2011

Falco di Palude, Lago di Pusiano, gennaio 2012
Anche se a prima vista l’urbanizzazione appare eccessiva anche il lago di Pusiano riserva ancora alcuni scorci suggestivi che vanno un po’ cercati percorrendo, in auto o in bici, le sue sponde e fermandosi qua e là. Durante l'inverno e in primavera le acque del lago sono frequentate da popolazioni variabili di uccelli acquatici con in alcune stagioni densità interessanti di svassi di diverse specie, morette e moriglioni ed alcune anatre meno comuni come il quattrocchi e le canapiglie. Di tanto in tanto vi appaiono anche strolaghe, orchi marini, pesciaiole e smerghi.

Volo di Canapiglie, Lago di Pusiano, gennaio 2011
Veduta di Bosisio, Lago di Pusiano, con sulla sfondo le Grigne, gennaio 2011
Il tratto sicuramente più caratteristico dei laghi briantei che ha colpito, echi manzoniani a parte, anche alcuni grandi visitatori dei secoli scorsi come Stendhal, è la magnifica cornice prealpina che li avvolge con i monti del triangolo lariano, i massicci delle Grigne e del Resegone che vi fanno da scenografico sfondo. Per chi vive a Milano e dintorni, i laghi di Alserio e Pusiano possono essere oggetto di una visita di una mezza giornata o anche di una giornata interna per un giro piü completo. A Vasco Cesana piace visitarli anche a fine mattinata consentendogli cosi' di completare la visita pranzando in una delle trattorie della zona.
Pusiano, 25 febbraio 2012
Trattoria alla Pergola (via Mazzini 17, Pusiano -CO) - PRO-ASS
Ubicata proprio nel centro di Pusiano in un angolo poco visibile lungo la Lecco-Como La Pergola è forse meno blasonata di altri ristoranti della zona ma, secondo Vasco Cesana, è un locale che ha più carattere degli altri e, senza darsi tante arie, offre una ospitalitä piu' spontanea. Incluso il servizio molto alla mano, soprattutto quando la cameriera si innervosisce con le proprietarie, comunque sempre molto affabili. Il menu offre varie proposte, ultimamente anche di tipo valtellinese, ma il posto è secondo Vasco da provare assolutamente soprattutto per il risotto al pesce persico, il piatto bandiera della trattoria, che rappresenta il complemento ideale di una visita dei laghi con i suoi filetti di pesce persico fritti che si distendono armoniosamente su un letto di ottimo risotto bianco. Molto gradevole e consigliabile come piatto unico per un pranzo leggero durante una gita. Accompagnare con il prosecco della carta della casa. A Vasco piace completare pero' il pasto con i formaggini del locale che risultano sempre essere oggetto di una attenta selezione. Nell'ultima occasione ha assaggiato un caprino stagionato di Caslino d'Erba veramente degno di nota. Un piatto caldo e riscaldante come il risotto, che in qualche modo ci riconduce ai freddi invernali, e un formaggino che ci fa pensare inevitabilmente ai sentori erbacei della stagione calda. Un menu ideale per una visita ai laghi briantei tra inverno e primavera. Costo per due incluso vino e caffe' sotto i cinquanta Euro. (v.2008-2011, ultima visita 25/2/2012) 
Lago di Alserio tra inverno e primavera, 25/2/2012

mercoledì 8 febbraio 2012

Le tracce raccontano: nel Parco di Monza innevato


Parco di Monza, Italia, 5 febbraio 2012
Il Parco di Monza è, per Vasco Cesana, il bosco di casa. Potendolo raggiungere in  meno di 5’ a piedi rientra nelle mete del suo “viaggio ad emissioni zero”, volto alla scoperta di quello che avviene intorno a casa. Quando raggiunge le zone più isolate del Parco Vasco si sente un po’ come l’indigeno di Apocalypto,  inseguito dai Maya nel film di Mel Gibson, quando raggiunge la sua foresta. Certo, rispetto alle foreste dello Yucatan al tempo dei Maya il Parco di Monza è un po’ meno esteso ed un po’ più affollato e, invece dei giaguari, tra le piante sfrecciano le formula 1. Però non mancano, per chi le conosce, zone più tranquille e, a loro modo, selvagge. Anche se Vasco ci va, quando è in zona,  più o meno in ogni periodo dell’anno, le giornate migliori sono quelle invernali e, tra queste, naturalmente quelle che vedono il parco imbiancato dalla neve. L’ondata di freddo di questo inizio febbraio 2012 ha lasciato sul terreno uno strato di neve che, per quanto sottile, per effetto del gelo si è mantenuta eccezionalmente farinosa e compatta.  In questo modo, percorrendo uno dei suoi itinerari abituali nelle zone più interne, il terreno innevato diventa una occasione per leggere le trame delle tante piccole storie degli animali che lo popolano.  


Tracce di coniglio selvatico, Parco di Monza, 5/5/2012

Tracce di volpe, Parco di Monza, 5/2/2012


Tracce di volpe e di coniglio selvatico si incrociano, Parco di Monza, 5/2/2012

Tracce di predazione, Parco di Monza, 5/2/2012

In una radura Vasco trova le tracce di un fitto passaggio di conigli selvatici e poco più in la, quelle, in perfetta linea retta con le impronte che si sovrappongono, di una volpe. Le tracce della volpe e del coniglio si incrociano più volte fino a, fatalmente, scontrarsi lasciando sulla neve i chiari segni di un agguato finito non si sa bene come. La radura è un territorio ideale di caccia per la volpe: ampia, con il bosco ed un fitto sottobosco di cespugli ai margini. Diversi sono infatti i segni di predazioni o tentate predazioni ai danni dei conigli e numerose sono le tracce di volpe.

Volpe, Parco di Monza 5/12/2012
 
Alzando lo sguardo verso il margine del sottobosco a Vasco sembra di vedere qualcosa: punta il binocolo ed eccola, la predatrice che presidia il suo territorio di caccia! L’incontro con la volpe è sempre emozionante: la volpe prima di scappare osserva per cercare di capire le intenzioni di chi incontra e studiare la migliore via di fuga. Vasco a sua volta la guarda e senza staccare gli occhi prepara la macchina fotografica e tenta un avvicinamento. Sa comunque che la volpe non lo farà avvicinare però si muove lentamente nella direzione opposta alla radura per spingerla verso la via di fuga più scoperta ed in questo modo farle qualche scatto mentre la attraversa. Le distanze per il suo obiettivo Canon 70-200 L IS UM + 1.4 x sono proibitive però la volpe scappa proprio nella direzione che voleva lui. Le foto in effetti non sono un gran che, però lui si sente appagato dall’incontro: dopotutto questa è o non è la sua foresta?   

Volpe in fuga, Parco di Monza, 5/2/2012



domenica 22 gennaio 2012

Un paio di giorni a Baden Baden

 
Baden-Baden, Germania, 6 gennaio 2012
Favorevolmente ubicata lungo una delle principali vie di comunicazione tra Nord e Sud dell’Europa, sulla direttrice lungo il Reno tra Basilea e Francoforte, Baden-Baden può essere un luogo di un certo fascino dove passare un paio di giorni. Arrivando in auto dall’Italia la distanza è più o meno quella tra Milano e Roma ed è consigliabile passarvi almeno un weekend lungo o combinare la visita nell’ambito di un viaggio di più ampio raggio comprendente, ad esempio, anche la vicina Foresta Nera e/o l’Alsazia che si trova appena al di là del Reno. Di cose insomma da vedere nell’area ce ne sono ed abbinabili tra l’altro ad alcuni richiami enogastronomici di assoluto livello. Vasco Cesana, che in questo periodo si trova nella regione, la visita nel weekend dell’Epifania. Essendo reduce dalle abbondanti libagioni delle feste natalizie ed al conseguente dilatarsi preoccupante della circonferenza addominale per questa volta decide di concentrarsi sugli aspetti culturali e salutisti tralasciando, non senza qualche difficoltà, i richiami del gusto limitandosi a qualche flammenkuchen ed ad una discreta rehrücken   (lombata di capriolo) nel ristorante dell’Hotel Dorint.

Busto del Kaiser Guglielmo I di fronte alla Trinkhalle, Baden-Baden, 7/1/2012
 Invece dei buoni vini della zona degusta principalmente acqua. Non acque qualunque però ma le acque minerali che sgorgano nelle fonti di Baden-Baden le cui proprietà curative sono note fin dall’antichità. I romani, che di queste cose se ne intendevano, avevano infatti chiamato la città semplicemente Aquae e vi portavano anche i soldati per curare le ferite di guerra con le acque termali. Le acque sgorgano ad una temperatura tra i 32 ed i 69° e la fonte principale è la Friedrichsquelle,  ad elevato contenuto di sodio (850mg/kg) con un contenuto minerale complessivo di 3032 mg/kg. Vasco la trova gradevolmente salata e gasata. Dato l’elevato contenuto minerale va bevuta naturalmente con parsimonia.  Per assaggiare le acque delle fonti si può andare nello storico edificio neoclassico della Trinkhalle dove lungo il colonnato sono raffigurate alcune delle numerose leggende della Foresta Nera o, meglio, nelle “Caracalla Therme”, il moderno centro termale che offre la possibilità di assaggiare gratuitamente a qualsiasi ora tre diversi tipi di acqua minerale. Le fonti, un po’ decentrate, sono ubicate al piano rialzato sulla destra della biglietteria. Necessario portarsi un bicchiere od una bottiglietta se non si vuole incorrere, come nella  Trinkhalle,  nell’antipatica situazione di dover chiedere al bar un bicchiere di plastica e di doverlo pagare 40 centesimi.


Bagni Friedrichsbad, Baden-Baden, 7/1/2012

Baden-Baden, Germania, 6/1/2012

Per i veri e propri bagni termali esistono diverse opzioni: l’edificio termale storico e più bello dal punto di vista architettonico è quello dei Friedrichsbad adibito oggi al classico percorso, fatto di 17 tappe, di bagni, saune e relax chiamato “bagno romano-irlandese”.  Vasco opta per una sessione in libertà nelle moderne Caracalla Therme che hanno spazi veramente notevoli con grandi piscine di acqua termale interne ed esterne ed un centro saune e bagni turchi compreso nel prezzo molto ricco e variegato. L’entrata è a numero chiuso ed in occasione delle festività può capitare di fare una discreta coda all’entrata nelle ore di punta. Vasco vi si trova il sabato sera quando il posto sembra essere molto apprezzato dai giovani e dalle coppiette, soprattutto francesi, dedite a sbaciucchiamenti vari negli angoli delle piscine ed al riparo delle bollicine delle jacuzzi. Gli spazi sono comunque sufficientemente grandi e ariosi da lasciare un po’ di spazio per tutti. Costi di entrata tutto sommato economici, data l’alta qualità dell’offerta: 17 Euro per 3 ore nelle Caracalla, 23 per il percorso completo romano-irlandese nelle Friedrichsbad.


Museo Frider Burda, Baden-Baden, 7/1/2012
Oltre alle Aquae Baden-Baden offre anche molta Cultura con un fitto programma di esposizioni ed attività. Vasco ha trovato molto interessante il Frider Burda Museum. Oltre che dall’edificio in sé, progettato da Richard Meier, è rimasto piuttosto colpito dall’esposizione allestita nel periodo della visita, con molto opere dell’artista tedesco contemporaneo Anselm Kiefer. Molto interessante dovrebbe essere anche l’importante collezione alla quale il museo è intitolato che però viene esposta sono nei periodi in cui non ci sono esposizioni temporanee. Pare che il prossimo periodo di esposizione della collezione Frider Burda sia previsto per la fine primavera 2012. 


I diversi musei ed edifici storici di Baden-Baden sono sparsi in un contesto che urbanisticamente non pare essere troppo diverso  da come doveva essere nei bei tempi dell’ottocento quando la cittadina era considerata la “capitale estiva d’Europa” e vi si dava appuntamento l’alta borghesia continentale. Certo, rispetto ad allora, si vedono in giro meno Brahms e Dostoevskij, e più comitive di turisti che non sembrano troppo imparentati con la raffinata aristocrazia zarista ottocentesca. Anche Marlen Dietrich, che aveva definito il casinò di Baden-Baden come il più bel casinò del mondo, è andata probabilmente da altre parti. Vasco Cesana però trova queste vecchie località nobili mitteleuropee come Baden-Baden ancora affascinanti, di quel fascino un po’ decadente che hanno quelle anziane signore i cui occhi sotto le rughe rimangono vivaci e penetranti, che molto hanno visto e molto hanno da dire. 
Baden-Baden, Germania, 7 gennaio 2012