giovedì 31 gennaio 2013

Garden winter birds 2 - Peppole and friends


Peppola (Fringilla montifringilla), maschio - in the garden, 28/12/2012
 Sembra proprio che ogni inverno voglia riservare per il viaggio ad emissioni zero di Vasco Cesana nella sua casa base in Brianza una sua particolarità, una sua specie distintiva che contraddistingue le presenze della stagione nel suo giardino e nei dintorni della mangiatoia attrezzata nei mesi più freddi.
Fiorrancino (Regulus ignicapilla) - In the garden- dic2011
Negli inverni scorsi ad esempio, in aggiunta alle specie frequentatrici abituali, avevano fatto la loro comparsa, nell’ordine, una coppia di zigoli neri poi, nel 2010-2011, un frosone e, nel 2011-2012, per alcune settimane, si erano insediati in zona un paio di fiorrancini, portando il totale delle specie registrate in giardino alla non disprezzabile cifra di 75 . In questo inverno 2012-2013 invece è la volta delle peppole, che hanno iniziato quest’anno per la prima volta a frequentare la mangiatoia in giardino in compagnia del consueto gruppo di fringuelli.
 
Peppola - In the garden, 3 gennaio 2013
 
Peppola, femmina - In the garden, 4 gennaio 2013
 
 
 
La peppola (fringilla montifringilla) è un uccello nordeuropeo, stretto parente del fringuello, che nidifica in Scandinavia e Russia settentrionale e sverna comunemente nell’Europa centromeridionale. In alcuni inverni è molto diffusa, in altri meno, ma generalmente si osserva facilmente anche nelle residue campagne brianzole mentre è più occasionale la sua presenza nei giardini delle zone abitate.
Peppola in mangiatoia, 4/1/13
Peppole e semi di girasole, 28/12/12
Per le peppole, come per la maggior parte dei Garden winter birds del giardino di Vasco, il cibo preferito sono i semi di girasole, preferibilmente sparsi a terra, ma anche, come appurato, all’interno della mangiatoia.  
Ne mangiano una quantità veramente notevole e, con la loro presenza, ha dovuto incrementare notevolmente le dosi giornaliere di semi, acquistati quest’anno nella sua sede lavorativa in  Germania. A proposito:  in Germania i supermercati nel periodo invernale hanno interi scaffali adibiti esclusivamente al cibo per gli uccelli selvatici e le mangiatoie, con mix mirati per le diverse specie di uccelli ed una sezione speciale destinata alle cince …un lusso frutto dell’opulenza teutonica? No, semplice, autentica, cultura della natura. Da ammirare.   

Peppola, maschio - In the garden - 4/1/2013

 

Cinciarella - In the garden, dicembre 2012

 
Cinciallegra - In the garden, 26/1/2013

Cincia mora (Periparus ater) - In the garden,4 gennaio 2013  

Verdone (Chloris chloris), femmina - In the garden, 26/1/2013


Garden winter birds - gennaio 2013

sabato 12 gennaio 2013

Genova a Capodanno

 
Genova: un "gozzo" di pescatori - 1 gennaio 2013
Vasco Cesana, pensando ad una possibile meta per passare il capodanno, si chiede: “dove trovare un posto non lontano ma interessante che non ho avuto ancora occasione di visitare?”, “come evitare le più affollate rotte turistiche  trovando una camera d’albergo senza problemi e prenotazioni all’ultimo dell’anno?”, “dove trovare diverse cose da fare senza programmi prefissati?”. La risposta che gli viene in mente è …. “ma certo, Genova!”. Vasco ci è passato diverse volte ma non gli è mai venuto in mente di fermarsi a visitare la città.  Come molti, anche lui è stato vittima di una sorta di “rimozione” della città dal novero delle mete possibili nonostante da essa passi una delle direttrici vacanziere più frequentate, quella verso le coste liguri. Eppure Genova non è stata una città così marginale nel corso degli ultimi 8-900 anni! Una certa attrazione per Genova per la verità Vasco la aveva avvertita non tanto in occasione delle sue uscite più o meno frequenti verso le località balneari della riviera ma girovagando per Istanbul e venendosi a trovare sulla torre di Galata, al centro di quello che ancor oggi viene chiamato là “il quartiere dei genovesi”, reminescenza di una presenza ed influenza che risaliva ai tempi dell’antica Bisanzio e che in effetti era estremamente ramificata in molti angoli del Mediterraneo ed oltre come, ad esempio, in Crimea. Genova ed i genovesi peraltro non si sono mai tirati indietro dal corso della storia e ne sono sempre stati protagonisti, a partire dalle Crociate passando per le Repubbliche marinare, il Rinascimento, il Risorgimento,  la Resistenza, l’industrializzazione e la post-industrializzazione. Senza dimenticare un certo Cristoforo Colombo.

 
Genova, vista del centro con in primo piano alcuni palazzi di via Garibaldi
 
Porto di Genova, il molo delle navi da crocera - 1/1/2013
Girando tra i quartieri e guardando la città dalla spianata del Castelletto, Vasco rileva come, sorprendentemente, tutte queste epoche storiche siano lì, visibili, quasi accastonate le une sulle altre, compresse dai rilievi alle spalle e dal mare di fronte, disposte ad anfiteatro seguendo il profilo del golfo: il porto antico, i cantieri navali, i moli delle navi da crociera ed i depositi di container, la lanterna, il centro medioevale con le sue torri e chiese, i palazzi rinascimentali ed umbertini, le costruzioni e le strade degli anni 60 e 70, gli edifici e le opere architettoniche degli anni ’90 e oltre.
Una conformazione del territorio che, oltre ad essere naturalmente bella, rende possibile questa “leggibilità” della storia negli insediamenti laddove, in altre città, questi si distribuiscono su spazi diversi e dispersi sul territorio. Oppure si sedimentano le une sulle altre, cancellando le precedenti. In qualche caso magari si conservano integre  o vengono ricostruite più o meno bene. Il tutto, a prima vista, e questa è l’impressione che molti hanno passando distrattamente dalla città, può dare una sensazione di confusione o di dis-armonia. Vasco però  trova questa superficiale confusione piuttosto affascinante: come se Genova non volesse buttare via niente della sua storia… perfino la sopraelevata che costeggia il porto ferendone in modo brutale la continuità con i  quartieri centrali è testimonianza di un’epoca, quella della fase finale del boom economico italiano degli anni 60, quando lo sviluppo impetuoso richiedeva soluzioni veloci senza farsi troppi problemi. Anche le infrastrutture portuali industriali, più o meno in funzione o magari abbandonate, sono in continuità con i quartieri abitativi e circondano l’antico porto della Repubblica marinara che, in parte, è ancora lì, costretto a convivere con i panfili miliardari e le architetture post moderne di Renzo Piano.
Spianata del Castelletto, Genova - 31/12/2012,
 
Via del Campo, Genova - 31/12/2012
Appena dietro, passeggiando, Vasco viene a trovarsi nella famosa ed anche un po’ famigerata zona di Pre’, dove i carrugi e le alte case spesso trasandate creano un effetto di “kasbah” molto “mediterranea”,  oggi multietnica e forse poco genovese ma che lui trova intrigante, esibendo tutti i segni dei suoi tanti anni e, proprio per questo,  “vissuta”, non “sterilizzata”,  testimone di una globalizzazione fatta da uomini (e da donne) e non da  griffe commerciali. Girando l’angolo dopo una serie di viuzze Vasco poi si viene a trovare in tutta un’altra dimensione ed epoca storica: quella del Rinascimento e dei palazzi delle famiglie patrizie genovesi cosiddetti dei “Rolli” cioè atti per la loro sontuosità ad ospitare delegazioni e visite di stato, disposti lungo via Garibaldi e recentemente inseriti nei patrimoni UNESCO. Più avanti invece incontra la zona “Umbertina” post-risorgimentale. Riscendendo invece verso il porto, incrocia alcuni degli angoli più belli della città, come la Cattedrale di San Lorenzo e la piazza San Matteo racchiusa dai palazzi dei Doria.    
Palazzo della Borsa in Piazza De Ferrari
 
Passeggiando per il centro di Genova - 1/1/2013
 


Porta Soprana lungo la cinta muraria del XII secolo, Genova - 1/1/2013


Piazza Dante, Genova - 1/1/2013
 
Carrugi e portali, Genova - 1/1/


Genova in effetti offre molte cose da vedere e fare. A parte l’Acquario, che Vasco e consorte non avevano voglia di vedere, come grande e storica città offre un nutrito pacchetto di visite museali e di mostre temporanee ben organizzate e di agevole fruizione. In occasione di San Silvestro, ad esempio,  il Palazzo Ducale è rimasto aperto fino alle 2 di notte e Vasco e consorte hanno iniziato l’anno visitando la mostra allestita per Mirò e, soprattutto, l’eccellente esposizione delle opere di Steve McCurry, con i suoi magnifici ritratti fotografici, in particolare quelli ripresi in India, Birmania ed Afghanistan.
Via San Lorenzo, Genova - 31/12/2012

Cattedrale di San Lorenzo, Genova - 31/12/2012

Il Bigo di Renzo Piano nel porto antico di Genova - 31/12/2012

Taglio di farinata presso San Lorenzo, Genova - 31/12/2012
E’ sempre piuttosto problematico,  quando si viaggia  in occasione delle festività, trovare la “giusta” soluzione per soddisfare l’appetito: da qualche anno Vasco ha abolito, quando si trova in giro, i “cenoni” di fine anno ed adottato la politica del digiuno virtuale. Traduzione genovese di questa politica:  niente cena, bottiglia di buon Champagne portata da casa, assiettes a volontà di focaccia, focaccia al formaggio, focaccia alla cipolla, farinata, pizza margherita, pizza alle acciughe e, come dolce, una decina di baci di dama. Il tutto in parte degustato per strada ed in parte nella camera d’albergo ascoltando il discorso del Presidente Napolitano. Naturalmente Vasco non poteva planare a Genova senza soddisfare la voglia di focaccia che lo assale in modo irresistibile ogniqualvolta scollina i Giovi od il Turchino. La buona notizia è che, a Genova, anche nel tardo pomeriggio di San Silvestro, si trova ancora qualche panetteria o rosticceria aperta dove approvvigionarsi. Il livello qualitativo si è dimostrato comunque sempre più che soddisfacente, anche se forse alcune delle panetterie migliori erano già chiuse. Buona comunque anche la focaccia e la farinata della rosticceria sulla viuzza a destra di San Lorenzo aperta ancora in tarda serata. In generale la focaccia genovese è piuttosto bassa, gradevolmente unta ed appena croccante con discrete variazioni da un posto all’altro ed anche rispetto ad altre località della riviera. La focaccia al formaggio è sempre gustosa ma non raggiunge i vertici di eccellenza assoluta della sua capitale intergalattica: Recco e la vicina Camogli. La pizza in Liguria lascia Vasco sempre un po’ interdetto: la mangia comunque per golosità ma non lo convince mai completamente, a parte forse spostandosi verso ponente dove progressivamente entra nell’area geopolitica della pissaladiere. Genova certamente offre dal punto di vista gastronomico molto più della focaccia e la cucina ligure è da sempre una delle preferite di Vasco, fin da quando ancora bambino azzerava nelle trattorie del ponente enormi marmitte di ravioli alla borragine, lasciando attoniti i suoi familiari e pure le cameriere che lo guardavano quasi spaventate.

Boccadasse, Genova - 1/1/2013

Ma Capodanno, anche qui, non è la giornata giusta per chiudersi in ristorante e Vasco e consorte preferiscono dedicare le ore migliori del giorno a proseguire la visita della città. Capitano infine in uno dei luoghi più sorprendenti di Genova, nascosto dietro un promontorio lungo la strada per Nervi prima di Quarto (anche qui un pezzo di storia d’Italia…) che pochi conoscono, a parte chi frequenta Genova ed il Commissario Montalbano nelle rare volte in cui va a trovare la sua fidanzata: Boccadasse. Una specie di piccolo paesino ligure tradizionale incastonato in una baia con la sua spiaggetta di ciottoli e le sue barchette, le sue case dai colori vivaci e le onde che si infrangono sulla scogliera. Un altro magnifico tassello  incastonato nel caleidoscopio poliedrico del capoluogo ligure.

Acciughe fritte, Genova -1/1/2013 
Inaspettatamente, Vasco poi ha modo di mangiarsi a Boccadasse qualcosa alle 15,30 del 1 gennaio, quando ormai si era rassegnato a non dare sollievo ai morsi della fame che lo attanagliavano dopo il digiuno virtuale di San Silvestro.
Stoccafisso in brandacujun
La gentilissima proprietaria della Trattoria “Da Osvaldo” gli fa preparare un ottimo piatto di acciughe fritte come entrèe  e poi Vasco si degusta uno dei piatti liguri più tradizionali: lo stoccafisso a brandacujun qui preparato in modo veramente gustoso. Vasco nell’accompagnarlo con un buon bicchiere di Vermentino delle Cinque Terre, lo sente liberare nel palato la sua delicatezza di pesce del nord, pescato ed essicato alle Lofoten, arrivato  qui grazie alle antiche rotte commerciali che legavano le città anseatiche alle repubblica marinare italiche ed accolto in Liguria con tutti gli onori e le attenzioni dai pinoli, dalle spezie e da uno dei migliori oli d’oliva del mondo. Buon anno, vecchio Stockfish, ci rivediamo a Genova!      
Genova a Capodanno  - 1 gennaio 2013

 

domenica 23 dicembre 2012

Il lago dei Cigni: Bodensee Nordufer



Cigni selvatici, Friedrichshafen, Lago di Costanza - Germania, 22/12/2012
Post fotografico con scatti effettuati lungo la sponda nord del lago di Costanza (Boden See) sulla via del rientro da Stoccarda per la vacanze natalizie. Tra Langenargen e Friedrichshafen, nei pressi della riserva naturale di Eriskircher Ried, si trova uno dei più importanti luoghi di svernamento nell’Europa centromeridionale per il Cigno selvatico (Cygnus Cygnus), specie migratrice nordica che raramente si spinge al sud delle Alpi. Oltre ad ospitare una popolazione di uccelli acquatici svernanti nell’ordine delle decine di migliaia di unità molto interessante, e ricca di opportunità fotografiche,  è anche la campagna costiera con frutteti, canneti e zone cespugliose. Quelle che seguono sono tutte foto scattate nel corso di una sosta di poche ore prima di ripartire per valicare le Alpi attraverso il San Bernardino. Buon Natale!

Luci mattutine sul Bodensee e le montagne del Voralberg - Langenargen, 22/12/2012

Gavina sul molo di Langenargen - 22/12/2012

Una parte dell'assembramento di irca 15.000 Morette, Moriglioni e
Fistioni turchi presente nella Eriskircher Ried nella mattina del 22/12/2012

Lucherini, Eriskircher Ried - 22/12/2012

Ciuffolotti, Eriskircher Ried - 22/12/2012


Picchio cenerino (Picus canus),  Eriskircher Ried - 22/12/2012



Casarche  (Tadorna ferruginea) in volo di fronte a Langenargen, 22/12/2012
Volpoche (Tadorna tadorna), Friedrichshafen, 22/12/2012


Alcuni dei 74 Cigni selvatici osservati a Eriskircher Ried - 22/12/2012

 
 
Il lago dei Cigni, Bodensee Nordufer, Germania - 22/12/2012


venerdì 30 novembre 2012

Stop over a Costanza

 
Una tipica mattinata lacustre novembrina - Lago di Costanza, 1 novembre 2012
 Sulla via di uno dei rientri da Stoccarda in Italia in auto, Vasco Cesana e consorte si fermano a Costanza, antica cittadina che da il nome all’omonimo lago ai confini tra Germania, Svizzera e Austria; il "Lago di Costanza" però esiste come tale solo in italiano: in tedesco il lago si chiama “Bodensee”, il lago “pavimento” della grande casa Germania.  In Baden Wurttemberg qualcuno lo chiama invece Schwaben See, il “mare degli Svevi”.

Il testo della "Pax Constantiensis" dal sito della sezione di Storia del
diritto medioevale dell'Università di Milano

Proprio per la sua posizione geografica all’estremo sud dell’attuale Germania, l’area è sempre stata un nodo di comunicazione tra il  mondo germanico ed il mondo romano-latino e Costanza è ricordata nei libri di storia per almeno due avvenimenti importanti nelle relazioni tra questi due mondi peraltro strettamente intrecciati tra loro da  almeno  2000 anni: La pace di Costanza tra i comuni lombardi e Federico Barbarossa nel 1183 ed il Concilio di Costanza che, dopo lunghe dissertazioni durate dal 1414 al 1418 e qualche condanna al rogo per eresia, riunificò il papato sotto Martino V.  
 
Raffigurazione della Pace di Costanza sui muri del Municipio, Costanza
 
 
 Le testimonianze di questi eventi storici sono ben presenti nel centro storico di Costanza anche se l’edificio della pace del Barbarossa è ora un albergo-locanda ed il palazzo del Concilio è parzialmente adibito a disco-party…Ma gli echi della storia non sono sempre così limpidi e netti come nei libri di scuola e si portano dietro inevitabili ambiguità e retroscena e Costanza, a suo modo coraggiosamente, ha voluto ricordare, pochi anni fa, l’epoca del Concilio lasciando erigere su uno dei moli del porto di fronte al centro una grande statua rotante di donna piuttosto discinta, raffigurante La bella Imperia, una cortigiana protagonista di un racconto di Balzac ambientato nella Costanza conciliare. In una mano la voluttuosa cortigiana stringe il potere temporale, ovvero l’Imperatore e, nell’altra, il potere spirituale, ovvero il Papato. Entrambi sono piccoli e ridicoli nelle loro nudità. Naturalmente pare che la cosa abbia suscitato a suo tempo diverse polemiche. Vasco però trova la belle Imperia non priva di fascino, soprattutto quando si avvita solitaria nel silenzioso grigiore di una tipica mattinata lacustre novembrina. Anzi, per la verità, Vasco è sempre affascinato dai paesaggi lacustri in autunno, quando lentamente la nebbia confonde i profili delle cose per poi, lentamente, ritirarsi e svelare gradualmente la trama del paesaggio. Costanza ed il Bodensee  sono perfetti da questo punto di vista. A patto che la nebbia si alzi, cosa che a quanto pare in autunno da queste parti non succede molto spesso. Vasco però questa volta è fortunato e osserva compiaciuto dal porto l’emergere delle colline e poi, più tardi, anche delle montagne in lontananza del Voralberg e del Lichtenstein.
La statua rotante della "Bella Imperia", Costanza - 1 novembre 2012

 
 
 
La perfetta pettinatura del fistione turco - Costanza, 1/11/2012  
 
Come sempre in Germania grande attenzione viene data alla possibilità di fare delle passeggiate e Vasco prolunga volentieri lo stop over programmato per farsi un paio d’ore di cammino ornitologico sul magnifico lungolago di Costanza che, tra l’altro, essendo a cavallo dell’uscita del Reno dal lago, è uno dei numerosi punti del Bodensee di assembramento di uccelli acquatici di passo o svernanti.  Quando la nebbia si alza lo specchio d’acqua risulta punteggiato da migliaia di anatre e, anche se pare che il grosso debba ancora arrivare, la densità già ad inizio novembre appare veramente notevole. La maggior parte sono moriglioni e folaghe ma ci sono anche parecchie centinaia di fistioni turchi, smerghi, svassi di diverse specie ed i primi drappelli di quattrocchi che qui hanno una delle principali aree di svernamento dell’Europa centro-meridionale.
Interni della Cattedrale di Costanza

 
Piazza della Cattedrale - Costanza, 1/11/2012
 
Costanza è una cittadina piuttosto piccola con un centro storico in qualche modo sproporzionato rispetto all’estensione urbana, segno che l’importanza acquisita fino al tardo medioevo è poi gradualmente diminuita nei secoli fino a perdere nel corso del XIX secolo il rango di sede vescovile. Dopo la lunga passeggiata sul lungolago a Vasco e consorte non rimane molto tempo per approfondimenti; anche una visita veloce del centro consente però di ripercorrerne le vicende storiche, ricordate sia sugli edifici che in diversi monumenti e possibilmente di dare un’occhiata alla cattedrale e delle sue suggestive cripte antecedenti all’anno mille che ospitano anche una "Rotonda del Santo Sepolcro" che riproduce il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Peccato che l’accesso fosse al momento della visita di Vasco temporaneamente chiuso. Una ragione in più per tornare data la ricchezza di motivi di interesse di Costanza e del Bodensee. Meglio se non solo per una stop over. Nel frattempo magari molti altri uccelli nordici saranno confluiti qui per svernare. Guidati forse dal richiamo magnetico della Belle Imperie. O dalla splendida tranquillità del Mare degli Svevi.  

Volo di moriglioni - Lago di Costanza, Germania, 1/11/2012