lunedì 25 marzo 2019

Long trek italo-svevo day 3: Hechingen-Albstadt


Inizio del day 3: il Burg Hohenzollern nella nebbia, 14/8/2017 
Inizio camminata alle 9,30 dopo passaggio in auto dall’albergo ad Hechinghen Stein alla deviazione per la strada per Burg Hohenzollern. Una nebbiolina avvolge in modo un po’ spettrale ma fascinoso il Burg originario della potente dinastia degli Hohenzollern, già visitato da Vasco alcuni anni prima quando lavorava a Stoccarda. Questa volta non c’è tempo per visite e Vasco si incammina con passo spedito nei campi ai piedi del Burg percorrendo poi nel bosco un tratto della Hohenzollern Weg. Cerca di aggirare uno strappo per portarsi in quota ma alla fine deve dare ragione al GPS inerpicandosi per un ripido sentiero che lo porta in quota passando prima da faggete e poi a zone miste con prevalenza di abeti e conifere. 

lungo la Hohenzollern Weg

La foschia mattutina nel frattempo si è alzata lasciando spazio ad una splendida giornata tersa. Arrivato in quota il paesaggio di questa tappa che risulta particolarmente panoramica è bellissimo. La zona intorno allo Zollern Horn è un altopiano ad oltre 900 m. di altitudine, uno specie di terrazzo naturale che domina tutta la regione, spaziando da Stoccarda al Giura Svevo alla Foresta Nera. Magnifico. Vasco si sofferma a lungo ad osservare il verde intenso delle foreste che dominano il paesaggio, intercalate da campi e qualche abitato, e cerca di ricostruire compiaciuto il percorso di questi primi tre giorni di camminata. Solo dopo una lunga pausa, che gli consente di fare asciugare al sole la camicia tecnica inzuppata dalla salita, riprende con calma il percorso seguendo la costa dello Zollern Horn, passando di fianco a qualche sperone roccioso.  
Day 3, km 7: Panorama dallo Zollern Horn lato nord

Panorama dallo Zollern Horn lato ovest

Il tracciato indicativo del trek italo-svevo day 1-3 

Rispetto alla prima tappa questa zona è piuttosto frequentata ed è attraversata da numerosi sentieri, fin troppi. Vasco lascia, seguendo l’intuito, la Hohenzollern Weg e la traccia impostata sul GPS per spostarsi verso la Heiligenkopf lungo un altro percorso di long trek, la “Main-Neckar-Rhein Weg”, ma solo per pochi km. L’aggiramento, ed una sosta in una birreria per un bel mezzo litro di Radler, gli fanno perdere un po di tempo e, dopo valutazione della cartografia e occhiata clinica sul percorso, Vasco decide di accorciare il percorso a piedi di una decina di km portandosi alla piu’ vicina fermata del bus ad Albstadt-Onstmettingen e scendendo alla stazione di Albstadt. Da li deve camminare ancora 1,9 km per raggiungere l’albergo prenotato, l’Hotel in der Breite nella località di Ebingen. La posizione dell’albergo, che in sè non è malaccio, è piuttosto decentrata, inoltre i proprietari si sono messi in pensione ed hanno smesso di tenere in funzione il ristorante, ragione per cui Vasco deve ripercorrere ancora alcuni km per andare a mangiare…Albstadt è una città-non città suddivisa in borghi distantissimi gli uni dagli altri e non c’è molto da vedere. Vasco vi trova infine, piuttosto affamato, la Zollernalb Brauerei, che era segnalata con l’indirizzo sbagliato anche su tripadvisor. In effetti occupa l’edificio di fianco alla stazione. Vasco prende posto nel gradevolissimo Biergarten e prima ancora di consultare il menu si trangugia il primo boccale di fresca Weizen. Dalla fame ordina un po’ troppo: piatto ricco di Kase Spaetzle (gnocchetti con formaggio fuso e cipolla fritta), insalatona e due grossi Bratwurst con abbondante pane di segale ed una seconda (o terza?) Weizen. Vasco si rialza a fatica, satollo ma soddisfatto. Dati dal Garmin a fine giornata: percorsi a piedi km.17,7 (15,8 + 1,9 esclusi spostamenti serali), velocità media 2,65, dislivello 500 m. up, down 270 m., altezza minima 612, massima 907 m.s.l.m., calorie consumate out 1050 (probabilmente sottostimate), calorie “in”, data la cena, sicuramente di piu’! 
Una Weizen per cominciare alla Birreria Zollernalb, Albstadt-14/8/2017

Kasespaetzle, Bratwurst ed insalatona alla Zollernalb Brauerei

domenica 17 marzo 2019

Trek italo-svevo, day 2: Bebenhausen-Tübingen (Hechingen)


L'entrata dell'Abbazia di Bebenhausen - 13/8/2017
Sveglia con calma e visita dell’Abbazia Cistercense di Bebenhausen dopo una colazione piuttosto contenuta. L’Abbazia risulta abbandonata dal ‘500 quando 18 monaci scelsero il campo dei riformatori luterani e 10 quello dei cattolici romani (o viceversa). Una divisione che esprime bene il carattere di “limes” di questa regione, anche oggi, tra le aree di influenza cattolica e riformatrice. Il suo abbandono venne sancito nei trattati di spartizione dei beni ecclesiastici. Successivamente i principi del Württemberg  ne fecero un maniero di caccia, sfruttando la sua posizione all’interno della foresta di Schonbuch. A questa epoca risale il grande quadro, piuttosto impressionante, osservabile all’interno del palazzo ex abbaziale. 


In effetti Vasco è un po’ troppo rilassato per questa giornata di relax dopo le fatiche del day 1, sottovalutando che, in una giornata normale per una persona non particolarmente sportiva, scarrozzarsi uno zaino di 18 kg su e giu’ per le colline per diversi km non è come stare in poltrona. Il risultato è che appena uscito da Bebenhausen ed inerpicatosi per il sentiero che scollina in direzione di Tübingen si deve fermare sfiancato e grondante sudore: sono passati appena 15’ dalla partenza….Come in tutte le cose, anche nel long trek, tutto è relativo e dipende dalle aspettative e dalla concentrazione. Così i 7 km per arrivare al centro di Tübingen, una distanza ridicola per un long trek, sono sembrati tra i piu’ faticosi dell’intero percorso. Teoria della stanchezza relativa a parte la passeggiata nella prima parte è decisamente bella passando da boschi, frutteti e campi aperti che conducono ai sobborghi della città. Poi il tratto urbano è piuttosto lungo e bisogna zigzagare tra strade e stradine seguendo il GPS per non allungare troppo il percorso. Un ultimo ciotolato lungo un verde avvallamento porta infine al centro. 
Verso il centro di Tubinga

Un caffè a Tübingen

in Tübingen, 13/8/2017
in Tübingen, 13/8/2017

 La città universitaria di Tübingen, una delle piu’ antiche della Germania, vanta un repertorio di alumni che si potrebbe definire, con schwabische understatement,  “nicht schlecht”: tra gli altri Keplero, Hegel, Holderlin, Schelling, Liszt e pure, in tempi piu’ recenti, Alzheimer e Ratzinger, oltre ad 11 premi Nobel.  Vasco passeggiando tra i vicoli e nel centro medioevale ben conservato, trova Tubinga piu’ bella di come se la ricordava, con un maggior appeal turistico e con molti visitatori. Si gusta un caffè ed una grossa fetta di Schwarzwald Torte nella piazza centrale con un bel cielo limpido, questo è relax! Come da piano di viaggio lo spostamento a Hechingen, ca 20 km, è in treno, poi prende un taxi per andare al distante Hotel Lamm in Hechinghen-Stein. Dalla cena al ristorante Lamm, Bib Gourmand Michelin, si aspettava qualcosa di piu’ ma forse la scelta della Wienerchnitzel non era quella piu’ indicata. Buoni anche qui i porcini freschi. Non è un posto da bagordi notturni e nella silenziosa serata della campagna sveva Vasco si dedica allo studio dell’itinerario del giorno dopo, che in programma gli sembra piuttosto impegnativo. Dati dal Garmin a fine giornata: Km percorsi. 8  media 4,2 km/h, dislivello 120 m. up – 250 m.  down, totale calorie consumate poche. 

(segue day 3 Hechingen-Albstadt)
(clicca qui per il day 2 Bebenhausen-Hechingen)

Lasciando Tübingen, 13/12/2017

mercoledì 13 marzo 2019

Long trek italo-svevo Day 1: Stuttgart-Bebenhausen

Il punto di inizio del long trek, il Max Plank Insitute di Stuttgart-Busnau - 12/8/2017 h.10,26
Vasco Cesana raggiunge Stoccarda in aereo da Bruxelles nella serata di Venerdi 11/8 con un tempo da lupi: anche l’aereo deve fare due tentativi prima di riuscire ad atterrare al “Manfred Rommel Flughafen”. In precedenza Vasco, alle prese con il primo live test di deambulazione con lo zaino da 18 e passa kg, era stato percorso dai dubbi sulla fattibilità del percorso: aveva fatto fatica a fare le poche centinaia di metri per arrivare all’aeroporto ed il giorno dopo doveva fare quasi 30 km…

Km.0,5 Il Katzenbachersee, Stuttgart
La forte pioggia arrivando a Stoccarda al suo tradizionale Hotel Pullman di Vaihingen non contribuiva a migliorarne le aspettative per l’indomani. L’umore ha cominciato a migliorare nella buona zona saune dell’hotel e soprattutto con un bel zwiebelroastbraten al ristorante sotto. La mattina dell’inizio del Trek è plumbea ma la pioggia battente termina intorno alle 9 quando ormai Vasco sta per terminare il secondo Weiss Wurstl con senape dolce e Pretzl che ha fatto seguito ad alcune ottime polpettine speziate, frutta, yoghurt, croissant, pane nero con marmellata, due tazze di caffe ed abbondante succo di arancia.  Colazione  giustificata dal lungo trek che lo attende. Da Vaihingen si fa portare in taxi a Stuttgart Busnau, al Max Plank Instutute fur Intelligente Systeme in buona posizione per iniziare la camminata dalla foresta che inizia dal Katzenbacher See, sempre un gran bel posto da cui passare, nella direzione giusta per Tubingen. 

La foresta dopo la pioggia è magica: i caprioli si lasciano sorprendere a distanza ravvicinata più volte fuggendo nel sottobosco erboso e pieno di funghi. Il profumo del bosco dopo la pioggia inebria Vasco che comincia a sentire lo zaino più leggero ed il passo più fluido. Nel primo tratto ci sono molti sentieri che si incrociano,  con l’aiuto del GPS Vasco segue la Panzerweg che, come dice la denominazione stessa porta ad alcune zone di interdizione militare ed a vaste zone di addestramento nascoste nella foresta, ragione per la quale i sentieri gradualmente scompaiono.

Km.3,0: il ponte pedonale sopra la A8 nei pressi di Kreuz Stuttgart

Km.6,5: La prima sosta lungo la Vasco Cesana weg
Circa due km dopo il ponte sull’autostrada A8, dopo la prima sosta su una delle amate panchine tedesche che compaiono anche nelle zone più sperdute, inizia il tratto più difficile: il GPS sembra tendere ad evitare i sentieri ed a portarlo fuori strada nel nulla. Dopo un paio di sentieri sbagliati, Vasco giunge alla conclusione che ha ragione il Garmin: non ci sono in effetti sentieri diretti sulla rotta da seguire ma bisogna zigzagare fuori pista. Tutto il tratto fino a Weil am Schonbuch (Km.18 dalla partenza) è impegnativo con molte deviazioni e nessun sentiero diretto. Almeno 3 km sono in una traccia frangi bosco con erba, bagnata,  alta 1 m e ripidi saliscendi da affrontare a pieno carico con lo zaino. Senza GPS questo tratto di diversi km, almeno 10, è praticamente impossibile da impostare. Il terreno è molto ondulato in modo irregolare e non si trovano punti di riferimento. Non a caso in questa zona ci sono diverse aree militari e Vasco se la immagina come un terreno difensivo ideale in caso di invasione del Patto di Varsavia. Ma non c’è tempo per le divagazioni storiche: è necessario mantenere la massima concentrazione, sul percorso, per non rischiare di fare veramente molti km in piu o di perdersi, e sul terreno, per evitare storte o infortuni. Insomma a Vasco dispiacerebbe dopo tutti questi preparativi terminare ingloriosamente la spedizione al primo giorno. Tiene d'occhio il livello di batterie del GPS e la carica del cellulare stando ben attendo a non usare lo smartphone come mappa, per conservare energia. Una cosa è certa: di lì in caso di infortunio non passerà mai nessuno. Al massimo, nel giro magari di qualche mese, potrebbe passare  qualche cacciatore. Oppure potrebbe incrociare in zona un panzer in esercitazione disperso. Il long trek, soprattutto su percorsi non tracciati, richiede insomma molta disciplina e nessuna distrazione rimanendo focalizzati sull’obiettivo. A Vasco questo non dispiace anzi lo trova piacevolmente sfidante. In fondo sta percorrendo il Giura Svevo, mica l'Himalaya. Però non ci sono sherpa ed i sentieri per il campo base dell'Everest sono molto più' frequentati...

circa Km.10, tratto lungo il frangibosco con erba alta bagnata

circa km.12, la situazione del tragitto peggiora, Vasco si preoccupa

presso Schenaich, km:14, il sentiero migliora e si incontra qualcuno in giro

Risorse alimentari lungo il tragitto
Quando finalmente Weil am Schonbuch si staglia all’orizzonte Vasco è contento e soddisfatto di se stesso: ormai il piu è fatto e dopo sa che lo aspetta un bel sentiero segnalato nel Parco di Schonbuch. Dal relax gli cade una bottiglia di coca da litro facendo imprecare i gestori dell’unico locale del paese dove ci si puo approvvigionare lungo il percorso, una pizzeria turca peraltro ancora chiusa. Entrando nel Parco il sentiero diventa ampio e si attraversano alcune zone popolate da cervi e daini. Intorno un sacco di porcini, da notare che in quattro anni a Stoccarda non ne aveva mai visto uno. Tutto molto bello ma la stanchezza comincia a farsi sentire e gli ultimi km non passano mai. 

Lasciando Weil am Schönbuch, km 20 h.16,37 

Entrando nel Parco della Foresta di Schönbuch, 

Incontro con un bel cervo maschio, Foresta di Schönbuch

km.28. si profila l'Abbazia si Bebenhausen, 12/8/2017 h.18,30
Finalmente, alle 18,30, dopo 8 ore di cammino, appare il nucleo di Bebenhausen con la sua Abbazia e le sue case medioevali. Il palesarsi improvviso delle case a graticcio dall'immensa foresta  gli sembra quasi un miraggio. Un arrivare in un'altra epoca con addosso la fatica ed il sudore dei viandanti di tutte le epoche. Ad aspettarlo però c'è il Landhotel Hirsch con le sue belle camere, un bagno caldo ed il suo rinomato ristorante. Una vera sistemazione tradizionale tedesca all’insegna della pulizia e con un servizio affabile, tra la sorpresa delle gestrici per l’ospite arrivato a piedi da Stuttgart!

Eccellente a cena iI filetto di capriolo con funghi porcini appena colti e gnocchi locali, accompagnato da un buon rosso svevo, il Lemberger. Un premio meritato per la prima impegnativa tappa della Vasco Cesana Weg! Dati dal Garmin a fine giornata: Km percorsi. 29,5  media 3,9 km/h, dislivello dice 1000 m ma dopo verifiche dovrebbero essere 640 m. up – 600 m.  down, totale calorie consumate 1800.
(segue Day 2: Bebenhausen-Tubinghen - (Hechinghen) )
(clicca qui per vedere piano dell'itinerario e introduzione)
La facciata del Landhotel Hirsch di Bebenhausen

I dati sul Garmin prima che si scaricassero le batterie a 2 km dall'arrivo

Il bel filetto di capriolo con porcini freschi del Ristorante Hirsch 

martedì 12 marzo 2019

Da Stoccarda alla Brianza a piedi - introduzione al “Long Trek italo-svevo”


Stuttgart, Germania, circondata dalle foreste, dove inizia il long trek
E’ con un certo autocompiacimento che Vasco Cesana, esattamente un anno e mezzo e passa dopo, riprende gli appunti e le fotografie della sua lunga camminata che l’ha portato da Stoccarda, nel sud ovest della Germania, al suo paese natale nella Brianza meridionale, per pubblicarli nel suo, per diversi motivi  un po’ trascurato, Blog. Nell’epoca dell’istantaneità della comunicazione, e di dittatura dell'"instagrammismo", questo distacco spazio-temporale appaga il suo spirito anti mainstream. Il fatto di poter fare qualcosa nel tempo libero quando ne ha voglia, per il puro piacere di farlo, lo rilassa. Complice dell’iniziativa è anche un weekend a Bruxelles all’insegna di un maltempo tempestoso, come lo sanno essere qui alcune giornate di marzo, quando  le “rafales” di vento a 90-100 km/h rendono problematico persino l’uscire di casa. 

L’idea di percorrere a piedi i 500 km da Stoccarda alla Brianza gli era venuta leggendo gli appunti di viaggio dei grandi viaggiatori del passato e soprattutto pensando alla lunga storia di rapporti, commerci e scambi tra il sud della Germania ed il nord dell’Italia, da Federico Barbarossa a Barbara Gonzaga, dal Sassella al “Gruner Veltliner”,  dal “Corriere di Lindau” alle componenti per la Mercedes SLS AMG, dal lago di Como al lago di Costanza. Nel corso degli anni passati a Stoccarda il “long trek italo-svevo” era diventato per Vasco quasi un impegno personale, un “ex-voto” da assolvere alla prima occasione disponibile, in tempi fattibili e da svolgersi rigorosamente in solitudine, su un itinerario tutto da costruire su un percorso originale. Insomma, quasi una “Vasco Cesana Weg”,  da inventarsi combinando diversi sentieri, qualche volta nessuno, e diversi mezzi di trasporto, possibilmente rievocativi dei viaggi del passato, in funzione del tempo disponibile e della sostenibilità psicofisica per il non troppo allenato Vasco.  L’itinerario è stato infine programmato per l’agosto 2017, da svolgersi nel tempo disponibile di 10 giorni, programmando le tappe in modo tale da trovare un alloggio, possibilmente bello, ed un ristorante, preferibilmente buono, al termine delle faticose giornate di cammino. 
Il piano di itinerario del long trek italo.svevo - day 1-5

Il piano di itinerario del long trek italo.svevo - day 6-10
La definizione dell’itinerario ha richiesto una accurata preparazione per trovare la rotta più semplice ma allo stesso tempo più suggestiva e piacevole senza forzare troppo il percorso se non dove strettamente necessario e verificando le combinazioni di mezzi pubblici disponibili. Il risultato di questo lavoro di preparazione, che è parte qualificante e divertente del viaggio, è stato un itinerario programmato in 10 tappe per un percorso a piedi netto di 160 km, esclusi spostamenti locali. Una volta definito il percorso sono state fatte (quasi) tutte le prenotazioni degli hotel via web cosa che a quel punto rende l’itinerario piuttosto rigido e da seguire con attenzione, anche perché in quasi tutte le tappe le alternative per il pernottamento sono scarse.
Al seguito no tenda, no sacco a pelo e bagaglio al minimo necessario che, dato il percorso, deve includere però ricambi e indumenti resistenti a freddo e pioggia. In tutto 18 kg compresi binocolo e reflex. Attrezzatura di Vasco: Zaino da trekking VangoSherpa da 60+10 litri, Scarponi SalomonX-Ultra Contagrip, Calze X-Socks  trek summer, Pantaloni Fjall Raven modulabili (versione leggera), indumenti e giacca tecnica, Bastoncini smontabili Sport Specialist,  Navigatore GPS Garmin eTrex Touch 35, razione k di barrette energetiche e buste di integratori salini energetici della farmacia del suo paese.
Lecco e le Prealpi lecchesi, verso il termine dell'itinerario, dove inizia la Brianza

mercoledì 3 maggio 2017

Passando per Maria Laach, incrociando il '900

Abbazia di Maria Laach, Rheinland-Pfalz, Germania 31/3/2017
"La Messa fu commovente. Cominciò nella basilica dell'Abbazia alle 10 e durò fino alle 2 di notte. Si declamarono le antiche liturgie accompagnate dai cori e dai nostri bellissimi canti tedeschi di Natale. Tutto si concedeva al grande Mistero che si stava celebrando. Fuori tutto giaceva nella neve, le stelle brillavano ed un immenso, meraviglioso silenzio avvolgeva le colline ed il lago". 

Era la notte di Natale all'Abbazia di Maria Laach nelle parole del futuro Cancelliere e padre fondatore della Comunità Europea Konrad Adenauer. La notte di Natale del 1933.

(fonte FAZ, D.Deckers, 24/12/2003, trad. Vasco Cesana)


Seehotel Maria Laach - 31/3/2017
Vasco Cesana arriva a Maria Laach in una splendida serata di inizio primavera del 2017, sulla via del ritorno a Bruxelles dopo una trasferta di lavoro a Francoforte. L'abbazia si trova molto vicina all'autostrada da Coblenza, ad un centinaio di km da Francoforte e circa 250 da Bruxelles.
Vasco decide di fermarsi per la notte attirato dalla bellezza del luogo e dalla disponibilità di una camera a 90 €. con colazione al Seehotel Maria Laach, potendo così dormire praticamente nell'ambito degli edifici facenti parte del complesso monastico.  Vasco si cala camaleonticamente nell'austerità dell'ambiente, andando a dormire intorno alle 10,30 dopo una frugale cena a base di una strana wienerschnitzel coperta da bacon e formaggio fuso ed aver bevuto solo un paio di birre locali ed una buona acquavite alla prugna dell’Eifel. Punta la sveglia alle 6,30 in tempo per poter andare alla Messa delle 7,30 in Abbazia.
"Kreuz and Adler", Maria Laach - Germania 31/3/2017
Quello che poi sarebbe diventato una delle figure più eminenti della Germania e dell'Europa del dopoguerra si trovava nascosto a Maria Laach dopo essere stato spodestato dai nazisti dalla carica di sindaco di Colonia. Konrad Adenauer era ospite riservato del compagno di classe Hildefons Herweger, Abate di Maria Laach dal 1913 al 1946, personaggio autorevole e controverso in un certo senso emblematico di una parte del '900 tedesco. Di certo nei suoi anni Maria Laach divenne un centro di pensiero e dottrina della destra cristiana reazionaria, avversa alla Repubblica di Weimar da posizioni monarchiche. All'indomani dell'avvento del terzo Reich, in una giornata di inizio primavera del 1933, qui si trovarono la "Lega dei Cattolici tedeschi Kreuz und Adler" e gli intellettuali della "Teologia del Reich" tra i quali Carl Schmitt, giurista e politologo che nonostante tutto Vasco aveva trovato tra i più interessanti ai tempi dei suoi studi universitari.  Frate Konrad, ovvero Adenauer, se ne stava nello stesso tempo rintanato in silenzio da qualche parte dell'Abbazia. E chissà cosa avrà pensato quando, alcune settimane dopo, avrebbe poi sentito le campane di Maria Laach suonare a festa per celebrare, in presenza del Vice Cancelliere Von Papen, il concordato tra la Santa Sede ed il Terzo Reich.
Chiesa Abbaziale di Maria Laach, interno con la tomba di Enrico II Conte Palatino
E’ il suono delle stesse campane di Maria Laach che guida un sonnolento Vasco Cesana alla Messa del mattino, che vede la presenza di una ventina di monaci dell'Abbazia. Vasco, che non è certamente un assiduo frequentatore di ambienti ecclesiali, viene colpito dalla perfezione delle esecuzioni corali dei monaci, i cui canti di impronta gregoriana vengono amplificati in modo avvolgente dalla straordinaria acustica della basilica che dà loro una possente forza armonica. Ancora più interessanti devono essere i concerti che si tengono con cadenza pressochè mensile nell'abbazia (cfr. www.maria-laach.de/cappella-lacensis). Come spesso nelle chiese tedesche la parte più interessante è data dall'architettura esterna, veramente notevole, piuttosto che da quella interna, sempre piuttosto sobria. La chiesa abbaziale di Maria Laach è uno dei massimi esempi del romanico a nord delle Alpi e riprende un pò i temi delle grandi cattedrali imperiali romaniche come Speyr, Mainz e Worms, tutte tra l'altro ubicate in questa regione della Germania. Le parti propriamente abbaziali del complesso invece non sono aperte al pubblico.
Vasco si ferma a meditare sul '900 di fronte alla tomba dell'abate Hildefons Herweger che occupa una posizione importante nella navata sinistra della chiesa. Non lontano dalla sua tomba vengono raccolti fondi e propagandate iniziative umanitarie in favore dei rifugiati. Sulla destra un'opera in bronzo degli anni 30 chiede il sostegno divino per combattere i nemici della Chiesa. In fondo, presso l’ingresso, veglia dal 1093 alla lunga storia dell’Abbazia dalla sua colorata tomba il fondatore Enrico II, Conte Palatino del Reno. Ovviamente in giro non vi sono tracce delle vicende del '900 qui vissute e anche nella bella libreria sul vialetto di accesso all'Abbazia non si trovano testi o riferimenti come il libro di Albert Marcel "Die Benedektinerabtei Maria Laach und der Nazionalsozialismus” che, studiando le memorie di Herweger, ne ha ricostruito i controversi rapporti con il Terzo Reich che, peraltro, sembrano essersi poi deteriorati piuttosto in fretta.

Maria Laach, chiostro del "Paradiso"con  la fontana dei leoni - 1/4/2017

L'Abbazia vista dal lato lago, Maria Laach, 1/4/2017
La memoria di queste vicende storiche rendono però per Vasco questo splendido luogo ancora più interessante e stimolante. Ritornando dal sentiero che porta al lago vede l'Abbazia che si svela con discrezione da un angolo ritirato. Avvicinandovisi nella penombra di una tiepida e limpida serata di primavera emerge gradualmente, imponente e bellissima. Intorno quel verde rilassante che la Germania sa offrire, punteggiato da bestiame al pascolo rigorosamente bio e circondato dalle foreste e dalla colline dell'Eifel. A poco a poco la penombra lascia il posto alla notte, le campane e le loro storie si acquietano, le stelle cominciano a brillare ed un immenso, meraviglioso silenzio avvolge le colline ed il lago. 

Il lago di Maria Laach all'imbrunire, Rheinland-Pfalz, Germania - 31/3/2017

lunedì 16 gennaio 2017

Garden winter birds 2017


Cinciarella - in the garden - 28/12/2016
Tra le tante preparazioni di cibi che anche quest’anno hanno caratterizzato le vacanze natalizie di Vasco Cesana non poteva mancare quella indirizzata agli uccelli che frequentano il giardino della sua casa in Brianza. Questi probabilmente si saranno chiesti che fine aveva fatto Vasco dato che, a causa della sua prolungata assenza dalla madrepatria, le mangiatoia era risultata desolatamente vuota fino alle peraltro non troppo lunghe feste natalizie.  Un po' come il blog, che Vasco non sta seguendo come vorrebbe ma così forse è giusto che sia, dato che questo non deve diventare un impegno ma rimanere un “diario di bordo” erratico, da aggiornare solo quando ne ha tempo e voglia.
  
Le preparazioni degli alimenti per la mangiatoia, al contrario di quelle per il pranzo di Natale, non richiedono particolari elaborazioni ma una certa attenzione nella loro selezione sì. Vasco si approvvigiona ad esempio in Germania, dove, nei mesi invernali, i Vogelfutter occupano intere sezioni dei supermercati, in genere vicino alle casse, ed offrono prodotti differenziati per le diverse specie, con una varietà quasi superiore a quelli proposti per gli umani. Oltre ai semi più piccoli ed alle palline ingrassate, indirizzate alle cince, i semi più affidabili e che riscuotono più successo anche tra i garden winter birds brianzoli rimangono sempre comunque quelli di girasole, offerti agli Edeka del Nordrhein Westfalen, la regione più vicina alla sua attuale sede di assegnazione, in formato famiglia a prezzi decisamente inferiori che in Italia. In Belgio non ne ha trovato traccia nei supermercati, dove in compenso si trovano in abbondanza cozze ed ostriche, che in teoria potrebbero attrarre qualche uccello marino dal Mare del Nord, se Vasco ne lasciasse qualcuna, cosa praticamente impensabile.  


Passera scopaiola - in the garden -28/12/2016
Cincia bigia - in the garden - 28/12/2016

Cinciallegra - in the garden - 28/12/2016

Nonostante i notevoli ritardi negli approvvigionamenti la risposta dei garden winter birds all’attivazione della mangiatoia è stata immediata: dopo poche ore il via vai si è fatto subito frenetico, con parecchie cince, in particolare cinciarelle, con numeri record, e cince bigie. Assenti invece quest’anno, almeno fino ad inizio gennaio, le specie più interessanti che negli anni scorsi avevano frequentato il giardino di Vasco, come le peppole,  i frosoni o, in una occasione, gli zigoli neri. Assenze che probabilmente non sono tanto da imputare alle sue prolungate permanenze al di fuori dal suolo brianzolo ma a più complesse dinamiche in essere nel Paleartico occidentale, dato che molti passeriformi svernanti risultano molto rarefatti quest’anno in tutta l’Italia settentrionale.  
Cinciarella - in the garden - 1/1/2017
Anche se l’interesse ornitologico era limitato,  l’osservazione e la fotografia del via vai di uccelli nella mangiatoia  è sempre per Vasco rilassante e quest’anno è stata anche l’occasione per testare la sua nuova reflex Canon EOS 7D Mark 2, che ha cominciato a rivelare le sue notevoli potenzialità, forse da lui non ancora pienamente sfruttate, in particolare nella qualità della messa a fuoco di piccoli soggetti difficili, come sono sicuramente le cince in spostamento frenetico tra i rami.  Anche solo stando ad osservare le cince nel giardino di casa, senza muoversi, Vasco apprezza la luce che ritrova quando riscende le Alpi, il colore che avvolge i soggetti anche in pieno inverno,  come un photoshop naturale che ne accentua l’intensità. L’unica cosa che gli manca anche in queste vacanze natalizie è un po’ di vero inverno, come quello  che aveva trovato nei suoi primi anni in Germania.  A Bruxelles, dove adesso lavora, mancano invece tutte e due, sia l'incisiva luminosità della luce italica, almeno per buona parte dei mesi dell’anno, sia l'avvolgente candore dell’inverno germanico, che viene sistematicamente sconfitto qui dalle umide correnti atlantiche. In compenso ci sono però tante ottime cozze e ostriche. E, lassù nei polders e nel Mare del Nord, una straordinaria varietà di winter birds.
Pettirosso - in the garden - 1/1/2017