domenica 28 ottobre 2012

L'altra Oktoberfest: Cannstatter Wasen, Stoccarda



Cannstatter Volksfest, Stoccarda - 2/10/2011
Quasi tutti, anche al di fuori della Germania, conoscono l’Oktoberfest  e la associano alla famosa festa della birra di Monaco di Baviera. Non tanti invece, almeno al di fuori della Germania, conoscono la festa della birra di Stoccarda, chiamata Cannstatter Volksfest o, semplicemente, Wasen (più o meno “prato” o qualcosa di simile, di derivazione probabilmente sveva) che si tiene ogni anno tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, solitamente iniziando e terminando una settimana più tardi della festa bavarese (che, per inciso, si chiama anch’essa d’Wiesn , in dialetto bavarese).
 Anche nelle origini le due feste si inseguono: nel 1810 si tenne la prima Oktoberfest di Monaco, nel 1818 la prima festa di Stoccarda che fin dalla sua fondazione si caratterizza per essere una festa più contadina, essendo stata voluta dai coniugi regnanti del Wurttemberg per rincuorare i contadini svevi dopo uno dei più lunghi periodi di carestia dei tempi moderni. Il suo simbolo infatti è una benaugurante alta colonna ornata con frutta e verdura, la Fruchtsaulen, che ancor oggi troneggia nel centro della festa. Anche se la festa di Monaco è più nota e leggermente più estesa, pure i numeri della festa di Stoccarda non scherzano: estensione su circa 7 ettari, 3-4 milioni di visitatori dichiarati, stand, giostre e  birrerie su un fronte di ben 5 km.
Carro rievocativo di quando la birra giungeva ai Wasen a cavallo
 
L'area della Cannstatter Volksfest, Stoccarda - 6 ottobre 2012
 
Vasco Cesana, che pur non è mai stato all’Oktoberfest di Monaco, è diventato da subito un sostenitore, oltre che un affezionato avventore, della festa di Stoccarda. Già lo scorso anno, a pochi giorni dall’inizio della sua esperienza lavorativa tedesca, si è trovato catapultato nell’allegra bolgia delle Zelt, i grandi tendoni o capannoni delle birrerie, il cuore della festa, dove vengono servite le Maβ, i grandi boccali standard da un litro, e dove si mangia, si beve e si balla saltando sulle panche delle tavolate. Nei Wasen ce ne sono almeno sette ciascuna con circa 5000 posti a sedere. Entrando nel grande “tendone” della Stuttgarter Hofbräu “Hans-Peter Grandl”, era rimasto affascinato, oltre che dalla moltitudine di ragazzotte tedesche in Dirndl, abito tradizionale che valorizza molto il decolté, anche da un bel bue che, intero, veniva amabilmente rigirato su un gigantesco spiedo nei pressi delle cucine.  Nell’aria una piacevole energia, alcolica ma non solo, emanata da migliaia di persone che insieme brindavano, cantavano e ballavano. Un’aria percorsa dai profumi della festa: stinchi, polli, effluvi di birra e, sorprendentemente, anche sigari e sigarette come nelle feste come si deve di una volta, senza tuttavia diventare pesante, “vissuta” al punto giusto, non viziata, probabilmente anche grazie alle avanzate tecnologie tedesche di ventilazione.
  
Nella Grandl Zelt - ottobre 2011
Stinco e Boccale, Wasen, Stoccarda - ottobre 2011

Biere et Blondes, Wasen, Stoccarda - ottobre 2011
Vasco naturalmente anche nel 2012, dopo oltre un anno di lavoro a Stoccarda, è tornato in più occasioni ai Wasen visitando anche altre Zelt, osservando la festa in diversi orari, trangugiando un discreto numero di Maβ e provando diverse specialità. A proposito della protagonista principale della festa, la …. birra, appunto, Vasco non ha riscontrato forti differenze tra le tre più diffuse, la Stuttgarter Hofbräu, la Schwaben Bräu e la Dinkelacker, con una leggera preferenza per la seconda, che gli sembra, almeno quella servita nella festa, più rotonda ed aromatica. Vasco, che non ama le birre troppo complicate e pastose, gradisce la  freschezza e “bevibilità”  delle birre tedesche e quelle della Cannstatter Volksfest, preparate appositamente per la festa con una selezione di malti e luppoli locali dell’estate appena terminata, sono decisamente gradevoli. Un boccale da un litro costa intorno agli 8 euro e mezzo, ai quali va aggiunto un 10% di mancia per il cameriere che, contrariamente alle abitudini tedesche, qui la chiede insistentemente. Secondo affidabili fonti locali risulta che molti camerieri più o meno professionisti prendano ferie per andare a servire alla Volkfest, dati i lauti guadagni. Vasco che, anche per motivi di lavoro, in Germania si trova spesso a fare stime e valutazioni economiche, calcola che, se i visitatori sono 3 milioni ed in media, ognuno si beve almeno una Maβ (ma in base alla sua esperienza diretta sono molte di più) il giro d’affari delle sole mance per le birre vale più di 2 milioni e mezzo di euro. Più in generale, secondo lui, solo per giostre, cibo e birre i 17 giorni di Volkfest valgono un giro d’affari nell’ordine di 100 milioni di euro. Insomma, anche nella festa della birra, come in molti altri ambiti, inclusa la cultura, a Stoccarda ne girano  di soldi!     
Nella Zelt Schwaben Brau, Stoccarda - 10 ottobre 2012

 
Accedere alle Zelt negli orari e nei giorni di punta è quasi impossibile senza prenotazione. Le colleghe di Vasco usano prenotare il tavolo nella Grandl Zelt in prima serata addirittura quasi un anno prima. Al di fuori degli orari di punta Vasco comunque è riuscito ad entrare abbastanza tranquillamente ed anche a sedersi ed a mangiare un paio di stinchi. Il cibo più tradizionale della festa è in ogni caso il Göckele, il mezzo pollo allo spiedo che secondo Vasco accompagna mirabilmente, nella sua semplicità, i bei boccaloni di birra che ne innaffiano a dovere la naturale “aridità”.  Addentando il suo  Göckele Vasco risponde pronto all’appello che giunge insistentemente dal palco: “die Krüge! Wo siiind die Krüuge?! Die Krüge hoch!”. Intorno tutti rispondono scoccando i boccali con i vicini, conosciuti e sconosciuti, in abiti tradizionali e non, ragazzi e ragazze, giovani e meno giovani, ed insieme intonano ballando il coro di completamento “Ein Prosit…ein Prosit..”.  Non c’è che dire, pensa Vasco guardandosi intorno, questa sì che è una festa  popolare! Cannstatter Volksfest, appunto.
"Prosit!" Cannstatter Volksfest, Stoccarda, ottobre 2012

venerdì 12 ottobre 2012

Spesa del sabato a Strasburgo, con "foire au vin"


Strasburgo, Francia - 29/9/2012

Anche quando si trova all’estero in modo più o meno stabile Vasco Cesana sente l’esigenza di tento in tanto nei weekend di affacciarsi sui paesi vicini. Una sorta di esterofilia alla seconda che lo portava, quando era di stanza in Francia del Nord, ad andare spesso in Belgio od in Olanda ed ora, che è in Germania, lo porta in direzione Francia, nella regione alsaziana, in questa occasione nel suo capoluogo, Strasburgo, a circa 1 ora e mezzo di auto da Stoccarda.

Prospettiva sulla Cattedrale di Strasburgo - 29/9/2012



Quartiere della Petit France, Strasburgo, Francia - 29/9/2012
In questo caso Vasco non si propone di fare grosse visite ma, semplicemente, di fare la spesa in un bel supermercato che offra un’ampia scelta di prodotti francesi. Certo, i prodotti francesi si trovano anche facilmente nei supermercati tedeschi ma, diciamolo, non è che questi  brillino per la loro attrattività essendo tutti permaeati più o meno dalla logica del “discount”, il modello dominante della grande distribuzione tedesca. Non che questo sia un male, infatti, in Germania, o almeno a Stoccarda, si trovano ancora molti piccoli e medi commercianti di qualità, soprattutto nei prodotti biologici, ed i prezzi sembrano essere mediamente piuttosto convenienti.  Però, quando è costretto ad entrare in unsupermercato tedesco, Vasco si intristisce e per qualche attimo prova un minimo di spleen per gli Auchan ed i Carrrefour, contro i quali la Germania sembra aver alzato una sorta di Linea Maginot al contrario e, perfino, per le Esselunga brianzole.

Il catalogo Auchan per la Foire au Vin 2012
Ad inizio autunno poi i supermercati francesi offrono una cosa tutta loro, le cosiddette “Foire au vin”, dove vengono offerti vini delle diverse regioni francesi in promozione speciale. Anche se la possibilità di farvi dei veri affari è quantomeno dubbia, c’è comunque una grande scelta di vini anche con qualche bottiglia pregiata e di difficile reperibilità. Oltretutto, con Internet, ci si può fare un’idea prima nei siti enologici o delle diverse catene di supermercati e magari comparare le valutazioni ed i prezzi. A livello molto generale le Foire au vin possono offrire secondo Vasco buone possibilità per comprare Champagne, normalmente non quelli delle marche più blasonate, a prezzi effettivamente  interessanti e, se si è fortunati, di trovare qualche bottiglia di cru  medio-alti di Bordeaux delle ultime annate disponibili ( quelle non ancora recensite dalle guide e non ancora sufficientemente invecchiate) facendo un buon investimento. Se l’annata è buona, infatti, il prezzo negli anni successivi potrebbe anche salire o comunque ci si potrebbe trovare ad avere in cantina qualche bottiglia piuttosto difficile da trovare in commercio. Naturalmente, le occasioni diminuiscono mano a mano che ci si avvicina alla fine della foire, che dura in genere un paio di settimane.
 

Vasco in effetti, in occasione di questa sua spesa in Alsazia, si presenta nella sezione dedicata del supermercato nelle ultime ore dell’ultimo giorno di apertura della foire au vin  quando ormai le migliori bottiglie sono sparite, gli enologi sono scomparsi e molte parti degli scaffali si presentano drammaticamente vuote. Inoltre, la localizzazione scelta calcolando la distanza da Stoccarda con Google Maps lo porta in un grande Auchan situato nella banlieau di Strasburgo, con avventori in maggioranza di stretta osservanza musulmana, non proprio quindi il target market più adatto per questo tipo di promozione. Vasco così non trova le bottiglie di cru bordolesi che aveva imparato a conoscere ed apprezzare nei suoi anni in Francia ed in generale non si trovano più Bordeaux delle annate 2009 o 2010 che risultano essere classificate, a seconda delle fonti, come “grande annata” o “annata eccezionale”. Trova ancora invece qualche bottiglia di Champagne Feuillatte all’interessante prezzo di €.15,80 l’una e di un buon Pouilly-Fuissé  2011 Christophe Cordier “Nature” a €.12,50. Non trovando i suoi Saint-Emilion e Medoc preferiti compra solo nella sezione dei Bordeaux un paio di Chateau Sociando Mallet 2008 al prezzo non particolarmente competitivo di €.29,95. Piuttosto interessanti gli sembrano le proposte di vini alsazioni e ne prende qualcuno a prezzi che gli sembrano molto convenienti, come il Gewurtztraminer Grand Cru Sporen a €.7 la bottiglia. Ovviamente, superata la sezione Foire au vin, Vasco fa incetta di tutta una gamma di altri prodotti transalpini,  in particolare formaggi e biscotti, mentre non si ferma, per ragioni di trasporto e di tempo, nella sempre molto ricca ed allettante zona “Pescheria”, un altro punto a favore della distribuzione francese verso quella tedesca, che però è secondo Vasco mediamente superiore nella qualità e varietà, anche d’importazione, di scelta di carni e salumi, area quest’ultima il cui primato mondiale incontrastato spetta comunque di gran lunga alla madre patria italica.


Entrata della Catttedrale di Strasburgo - 29/9/2012
  
Prima della spesa Vasco e consorte hanno approfittato dell’escursione per farsi un giro nel centro del capoluogo alsaziano, sempre piacevole e molto pan-europeo con il suo mix di internazionalità e di città di confine franco-tedesca e per dare un’occhiata alla famosa imponente cattedrale ed al quartiere, un po’ troppo monopolizzato dal turismo, della Petits France.  Trovandosi al di là del Reno, all’ora di pranzo Vasco si è sentito proiettato verso le lontane coste nordoccidentali francesi e, diversamente da quando arrivava a Strasburgo dal mare e si sentiva attratto irresistibilmente dalla Choucroute, piatto simbolo alsaziano di inevitabile influenza germanica, in questa occasione il suo appetito vuole approfittare dell’eccellente rete logistica francese di approvvigionamento di una delle sue specialità preferite: le ostriche. Pranza quindi alla Brasserie Flo, vicino a Place Kleber, che ha una notevole sezione di ottimi coquillage nel menu, anche se non proprio a prezzi popolari tenendo conto anche del livello non eccelso del servizio. Ha optato comunque per un pranzo piuttosto leggero: selezione di 12 ostriche, mezzo astice bretone, una demi di Sancerre e, e, per chiudere, una creme brulé.
Les Huitres et l'Homard, Strasbourg, France - 29/)/2012
Ostriche, un po’ di Europa franco-tedesca, un pizzico di internazionalità e di turismo, un po’ di shopping, una foire au vin in chiusura: Vasco infine, con il bagaglio pieno di borse della spesa e di cartoni di bottiglie,  riattraversa il Reno e valica la Foresta Nera per tornare a Stoccarda. Il suo senso di esterofilia alla seconda ed il suo stomaco multiculturale anche questa volta sono stati appagati.
 
Sfilata delle culture, Strasburgo -29/9/2012
 

domenica 16 settembre 2012

Ricetta (tedesca) di fine estate: filetto di maiale con i finferli



 
Il mercato della frutta e verdura di Stoccarda del sabato mattina è diventato un appuntamento quasi fisso per Vasco Cesana nei weekend passati nella sua attuale sede di lavoro tedesca e quando non si organizza qualche escursione di medio-ampio raggio nella zona. Vasco nota con soddisfazione che la maggior parte dei prodotti sono stagionali e c’è molta attenzione per i prodotti della zona o regionali. I prezzi sono piuttosto variabili e tendono a decrescere quando la stagionalità dei prodotti volge al termine. Ad agosto ed inizio settembre diventano protagonisti i frutti di bosco: mirtilli, ribes, lamponi, more etc. si impongono con una offerta di alto livello qualitativo. I lamponi, qui raccolti prevalentemente a inizio settembre, sono veramente buonissimi. Già a luglio ma ancora presenti a metà settembre uno dei i prodotti più caratteristici sono i funghi  Pfifferling, detti in Austria Eierschwammerl, ovvero in Italia Gallinacci, o Galletti o, meglio, in assonanza con il loro nome tedesco, Finferli. In Germania vengono preferiti colti molto piccoli ed a Stoccarda sono molto richiesti, più dei porcini che pure arrivano sui banchi del mercato provenienti dalla vicina Baviera.

A Vasco i funghi in qualche modo ricordano l’avvicinarsi della fine dell’estate e con questa l’arrivo del momento dei risotti, più o meno l’unica preparazione con la quale è abituato a cucinare i funghi. Il risotto però è già un piatto autunnale che riscalda l’arrivo delle prime giornate fresche e preferisce pensare ad un piatto più di transizione, di fine estate appunto, e i finferli peraltro a occhio non gli sembrano particolarmente vocati per i risotti.


Decide così di prepararli con uno dei pezzi di macelleria che secondo lui in Germania raggiunge livelli di vera eccellenza qualitativa: il filetto di maiale. Quello della macelleria “Schneider”, adiacente allo stesso mercato, è perfetto. Vasco lo compra intero per poi tagliarlo a casa a fettine di circa 1-1,5 cm. Per un paio di porzioni ce ne vogliono 3-400 grammi e più o meno la stessa quantità di funghi. La preparazione è molto semplice e veloce ed i funghi e la carne vanno cotti insieme. Tra l’altro Vasco segue le indicazioni dei commercianti del mercato che giurano che i finferli sono già puliti e non vanno lavati. L’unica incognita è quella di riuscire a fare coincidere una cottura non eccessiva del filetto di maiale, che deve conservare la sua morbidezza, con la giusta cottura dei finferli, che non devono rimanere crudi. A Vasco è stato sufficiente fare saltare  prima nella pentola imburrata le fettine di filetto, precedente spolverate da un velo di farina, e aggiungere i finferli dopo appena un paio di minuti, quando le fettine di maiale accennano un inizio di cottura.


All’inizio Vasco ci mette anche un aglio in camicia che toglie nel corso della cottura. Come d’uso in Germania ci mette anche qualche ciuffetto di prezzemolo riccio, che viene fornito al mercato insieme ai funghi, senza esagerare, se no il suo sentore vagamente acidulo diventa un po’ invasivo. Per accompagnare la cottura in attesa che i finferli comincino a rilasciare le loro componenti acquose dando la giusta umidità al piatto Vasco versa in pentola, poco dopo averci messo i funghi, del vino bianco che naturalmente sceglie tra quelli della regione, un fresco Riesling del Wurttemberg dell’anno della Weinmanufaktur Unterturkheim, ovvero prodotto proprio nell’area urbana di Stoccarda, sufficientemente delicato anche per accompagnare la degustazione del piatto.  In meno di 15 minuti cuocendo a fuoco medio il filetto di maiale con i finferli sarà pronto. Se tutto è andato bene il filetto sarà morbido ed i finferli cotti ma senza aver perso consistenza e sarà un vero piacere intingere le fettine di maiale nel loro intingolo magari aiutandole con qualche boccone del buon pane integrale locale. OK, La fine dell’estate può arrivare. Il tempo dei risotti si sta avvicinando.

Filetto di maiale con i finferli, Stoccarda, Germania - 15 settembre 2012
 

venerdì 7 settembre 2012

La classifica di Vasco Cesana delle spiagge di Lefkada



Engremni Beach, costa ovest di Lefkada, Grecia - 30/7/2012
Una settimana, al netto dei tempi di spostamento per raggiungere l’isola, può essere un tempo sufficiente per una conoscenza di massima dell’isola di Lefkada, anche se le numerose attrattive del luogo richiederebbero un periodo più prolungato. In una settimana si può avere un’idea delle principali spiagge dell’isola e Vasco Cesana ha provato a stilare una sorta di classifica, ricalcando la tradizione dei visitatori delle isole greche di scambiarsi le proprie opinioni sulle spiagge provate. In effetti andare alla scoperte delle spiagge è uno dei tratti più piacevoli delle vacanze in Grecia.  In totale libertà. Not inclusive, appunto. E la scelta di spiagge e posti di mare a Lefkada è veramente di ottimo livello.


Port Katziki, isola di Lefkada, Grecia - 1/8/2012
 1)      Port Katziki  – TOP
Nonostante l’affollamento dovuto alla fama internazionale della più nota delle spiagge di Lefkada, la visione dell’enorme roccia bianca a picco sul mare turchese e sulla baia punteggiata di scogli e isolette e percorsa da una sinuosa striscia di sabbia e ciottoli bianchi è per Vasco uno dei più affascinanti paesaggi marini mai visto. Di valore mondiale assoluto. Da vedere solo venendoci in auto e scendendo a piedi il centinaio di scalini fino alla spiaggia. Sbagliato venirci in barca o con i barconi organizzati: non si coglie l’unicità del luogo dato dalla vista dell’alto sulle scogliere. Le fotografie non riescono a renderne completamente conto. Al top nelle ore serali quando la luce è perfetta e la spiaggia si comincia a liberare dall’affollamento (dalle 18 in poi). In occasione della visita di Vasco (1 agosto) un po’ “Belgrado Beach” con molta bella gioventù serba, in particolare femminile. C’è anche una grande colonia di centinaia di Rondoni maggiori che sfrecciano vicino alle rocce e sopra i bagnanti.






Rondoni maggiori, Port Katsiki, Isola di Lefkada - 1/8/2012

 
Engremni - 30/7/2012
2)      Engremni  - PRO-ASS
Non lontana da Port Katziki ha una scalinata di accesso più lunga che garantisce comunque una copiosa sudata se, come Vasco, la si  risale alle 4 di pomeriggio con 40°. Meno scenografica ma più godibile di Port Katziki essendo molto più lunga, almeno un paio di km, e più larga,  consentendo alla gente di disperdersi e di trovare degli angoli piuttosto isolati. Dal parcheggio in alto il colpo d’occhio con la luce di metà mattina sul mare turchese e la spiaggia bianca è semplicemente stupendo. Da provare assolutamente.

Megali Petra, costa ovest di Lefkada - 2/8/2012
3)    Megali Petra -  PRO-ASS
Assieme  alle vicine Kavalikefta e Avali, sempre sulla costa ovest, rappresenta una versione in formato leggermente ridotto delle prime due ma molto meno battuta e conosciuta, ragione per cui risulta  meno affollata e più selvaggia. Da provare assolutamente. 
 
Megali Petra, costa ovest di Lefkada - 2/8/2012
 


presso Amousa, isola di Lefkada - 4/8/2012
4)      Baie dopo Amousa (costa sud-est) – PRO-ASS
Piccole baie, spiaggette di ciotoli, acqua color smeraldo limpidissima. Tra i migliori posti dell’isola per lo snorkeling. Essendo piuttosto piccole e raggiungibili nelle vicinanze in auto gli spazi liberi utilizzabili possono risultare un po’ angusti. Comunque molto belle. Da provare assolutamente.

Dintorni di Desimi Bay, costa est di Lefkada, 3/8/2012

5)      Costa est nei pressi di Desimi Bay – PRO-ASS
Magnifici anfratti e spiaggette che si specchiano sul mare smeraldo. Raggiungibili solo con piccole barche o gommoni. Vasco e consorte le hanno visitate noleggiando e guidando una barca a motore da Nidri per una giornata (Lefkas Motorboat, Nidri, costo sui 50 €. per una barca con motore di 30 HP,  più carburante)  visitando anche le isole di Skorpios (quella già di proprietà di Onassis)  e Meganissi. Occhio a finire la benzina, cosa puntualmente capitata a Vasco ma, per fortuna, in questo caso , funzionavano i cellulari.
 
Isola di Skorpios, già proprietà della famiglia Onassis, 3/8/2012


6)      Poros e Micro Gialos, costa est – PRO-SEC
Bell’insenatura tra ulivi e pini marittimi con acqua limpida e calma e facilmente raggiungibile in auto. Se c’è affollamento si può andare subito dopo il piccolo molo del porto. Vasco e consorte hanno gradito molto, anche perché era il primo loro vero bagno in Grecia dopo molti anni.

Mili Beach, Isola di Lefkada - 29/7/2012

7)      Agio Ioannis  e Mili – PRO-SEC
Spiagge vicino a Lefkada capoluogo ma già con le tonalità del mare della costa ovest. Molto grandi e generalmente non affollate. Un po’ esposte al vento ed alle onde. Cosa che le può far diventare top  per windsurf (assieme a Vasiliki) e kitesurf. Possibilità anche per il surf. Da provare se capita, facendo attenzione a qualche scoglio vicino alla riva.

8)      Kathisma – DEV
L’esempio più fulgido di come si possa rovinare una spiaggia che una volta doveva essere molto bella e che oggi è infestata da ombrelloni, beach bar, mega parcheggi e pure qualche odioso jet-ski. Da evitare sperando che il virus costituito da questo modello di sfruttamento delle spiagge, già purtroppo diffuso in altre isole greche, non si allarghi ad altre spiagge di Lefkada.

9)      Baie a est dell’isola di Meganissi – DEV
Raggiungibili solo in barca. Peccato che  le barche arrivino a frotte. Essendo ben protette, diventano idonee per l’ormeggio anche di yacht e barconi di ogni tipo che colonizzano ogni angolo. A parte questo comunque niente di che. Molto meglio tuffarsi dalla barca alla vecchia isola di Onassis, Skorpios o nelle baie circostanti.
 
Spiaggia di Pefkulia dalla strada per Agios Nikitas, 29/7/2012
10)   Milos Beach – NC
Segnalata come una delle migliori spiagge dell’isola, raggiungibile con taxi-boat da Agios Nikita. Peccato che l’unica barca in servizio operi solo dalle 11 alle 18, evitando le ore migliori per andare alla spiaggia, ragione per cui Vasco non è riuscito a visitarla. Forse qualche liberalizzazione in più farebbe effettivamente bene alla Grecia, ha pensato Vasco imprecando contro queste (piccole) pratiche monopolistiche. Assorto nei suoi pensieri  para-liberisti Vasco non si è accorto che la spiaggia poteva però essere raggiunta anche a piedi con un sentiero che parte all’entrata del villaggio di Agios Nikita. Comunque pare che la spiaggia sia effettivamente piuttosto bella come le non lontane Pefkoulia e Potistes che Vasco ha visto solo dall’alto passando lungo la strada costiera.    

Dopo tanto nuoto e faticose escursioni, Vasco non può certamente lasciare Lefkada senza prima parlare di qualcuna delle tante taverne dell’isola….(segue-andare per taverne a Lefkada)
Isola di Lefkada, Grecia - luglio 2012

venerdì 31 agosto 2012

"Not inclusive": Isola di Lefkada, Grecia


Veduta al Yannis e Mili nei pressi di Lefkada, Grecia - 30/7/2012
Dopo un bel po’ di anni Vasco Cesana ritorna in Grecia passando una settimana a Lefkada, isola dello Jonio a nord di Cefalonia ed Itaca ed a sud di Corfù. E’ l’unica isola jonica collegata direttamente alla terraferma con un ponte levatoio cosa che ne facilita l’accessibilità. Vasco e consorte vi arrivano direttamente da Stoccarda con un comodo volo Air Berlin diretto per l’aeroporto di Preveza-Lefkas. Tempo trascorso tra la chiusura della porta dell’appartamento di Stoccarda ed il primo bagno nella spiaggia dell’hotel prenotato a Porto Ligia, sulla costa nordorientale dell’isola: 3 ore e mezza, meno che per raggiungere la Liguria da Milano in un normale weekend estivo. La notizia rassicurante è che, per ora, l’aeroporto di Preveza-Lefkas non è certamente un hub che scarica fiumane di turisti ma è una piccola sezione di un aeroporto prevalentemente ad uso militare, dove arrivano pochissimi voli al giorno e dove i passeggeri raggiungono a piedi il piccolo terminal. Osservando la lista dei voli in arrivo Vasco, pensando alla crisi finanziaria greca, si chiede se per caso l’aeroporto non sia stato annesso alla Germania a riduzione del debito pubblico greco: oltre a Stoccarda le città di provenienza  sono Monaco, Dusseldorf, Norimberga e anche Innsbruck. Nessun volo diretto dall’Italia ma molti italiani arrivano con i traghetti per Igoumenitsa che è ad un centinaio di km più a nord. Il flusso di connazionali può diventare invasivo nel mese di agosto, come Vasco ha avuto modo di notare nell’ultimo giorno della sua settimana trascorsa a Lefkada, sabato 4 agosto, mentre nei giorni precedenti il carico turistico era ancora sostenibile.

L'abitato di Lefkada dalla laguna, di prima mattina - 1/8/2012
 
Bastioni ovest della Fortezza di Santa Maura, 1/8/2012
L’isola si raggiunge molto velocemente dall’aeroporto, meno di 20’, attraversando una bellissima laguna frequentati dai rari Pellicani ricci,  circondata da fortificazioni delle più diverse epoche storiche, ai margini della quale, ad Akti,  venne combattuta una delle più grandi battaglie navali dell’antichità, lo scontro finale tra la flotta di Ottaviano Augusto e quella di Antonio e Cleopatra. In perfette condizioni, anche se abbandonata a sé stessa, la fortezza di Santa Maura, costruita dai Franchi e tenuta per diversi secoli dai Veneziani, veglia sul ponte mobile di accesso a Lefkada. I cannoni sono tutti al loro posto, solo un po’ arrugginiti. Vasco, osservando il leone di San Marco che spicca su uno dei lati delle mura, si lascia assorbire in una riflessione storico-politica proto-federalista: e se la potenza marittima veneziana di allora fosse stata capace di coagularsi con il dinamismo terricolo milanese dando vita ad una sorta di regno lombardo-veneto autonomo embrione di un ipotetico stato capace di federare nel corso della storia i vari regni e granducati italici, un po’ come lo è stata la Prussia per la Germania ed i suoi attuali Laender?
Pellicani ricci, laguna di Lefkada - 1/8/2012
 
Piscicultura nella leguna di Lefkada
Ok, riflessione un po’ complicata e da contestualizzare meglio, in particolare nei rapporti con lo stato pontificio. Torniamo al mare. L’isola di Lefkada appare subito a Vasco e consorte come un lembo di Grecia abbastanza integro. Certo, ci sono parecchi Apartment e diversi Hotel ma niente di esagerato, molte case e casette in costruzione e no, un bel po’ di gente in giro ma nel complesso la costa appare ancora sufficientemente integra e non troppo cementificata. Ovunque c’è molto verde con  profumata macchia mediterranea, vetusti alberi di ulivo, frutto di una sagace politica dei veneziani (a rieccoli..) e pinete, molto estese ed anche di alto fusto. Stranamente, incrociando le dita e toccando ferro, nessun segno di incendio in tempi recenti in tutta l’isola!
Stavroti Evlati dalla strada per Vasiliki, 2/8/2012
 
Spread, Spritz o Ouzo all'ombra dei platani, Karia, 3/8/2012
I villaggi dell’interno appaiono ancora piacevolmente tradizionali, con le loro case raccolte,  le signore anziane in nero, gli invitanti ed ombrosi caffè delle piazzette, con i loro pensionati e non intenti a ciciarare ed a bersi ouzo o caffè. Tra quelli attraversati o visitati, Vasco ha trovato  particolarmente piacevoli Karia ed Englouvi nella parte centrale dell’isola oltre a quelli lungo la strada in quota della costa occidentale. Sparsi all’interno dell’isola ci sono anche diversi monasteri, per lo più abbandonati, segnalati come molto interessanti, come Monì Assomatou  e Aghios Donatos ma, con le cartine a disposizione e le “erratiche” indicazioni stradali locali, Vasco non è riuscito a trovarli.  Anche i centri più turistici non sembrano poi così “globalizzati” mantenendo un loro profilo “greco”: décontracté, un po’ désorganisé, ma che bella sensazione di liberté.... Un po’ le stesse sensazioni che Vasco provava in occasione dei suoi primi viaggi in Grecia e che si sono perse con il passare degli anni e con l’allargarsi dello spread.
La baia e le isole intorno a Nidri, 3/8/2012
 Nidri in particolare, il principale centro turistico dell’isola, riesce a dare ancora un senso di autenticità, nobilitata da un lungomare ispirato ad Onassis ed alla sua vicina isola di Scorpios. Anche Vasiliki, nella parte meridionale dell’isola, da’ un po’ a Vasco le stesse sensazioni. Meno invece il capoluogo Lefkada, un po’ troppo grande ed affollato, con un esagerato porto turistico costruito da poco. Ancora peggio Agios Nikitas che, nonostante sia un piccolo centro ben tenuto in una bella baia, appare priva di “vita propria” ed esclusivamente ad uso turistico.
Veduta dall'Hotel Porto Ligia, Porto Ligia, 3/8/2012
La località scelta da Vasco e consorte, Porto Ligia, risulta gradevolmente tranquilla, senza disco o beach bar, piuttosto “local” con il suo bel porto di veri pescatori e pescherecci che rassicurano Vasco sulla qualità e freschezza del pesce che si trova nelle ottime taverne del paese. L’Hotel Porto Ligia, prenotato dal sito last minute dell’aeroporto di Stoccarda, è decisamente confortevole con un servizio affabile ed a dimensione familiare. Anche se le spiaggette della zona non sono un gran che, ha come plus gli ombrelloni naturali dei lecci sul mare all’ombra sotto i quali ci si può rilassare nelle ore più calde. Porto Ligia poi è un’ottima base per le escursioni sull’isola. Lefkada infatti offre moltissime possibilità di escursione, tutte in giornata in un raggio di una cinquantina di km. Va tenuto presente che l’isola è piuttosto montuosa con strade in molte zone piuttosto strette e che si percorrono molto lentamente, anche per la bellezza dei paesaggi.
Costa ovest di Lefkada, verso Egremni, 30/7/2012
 
No inclusive, costa ovest di Lefkada, 2/8/2012
Le due coste, quella orientale e quella occidentale, molto diverse tra di loro, si riuniscono a nord nel capoluogo ed a sud nel capo Lefkatas con il faro costruito sopra il tempio di Apollo prospiciente il “salto di Saffo” dove secondo la mitologia si gettò la poetessa. La costa orientale ha acque calme e protette da una sequenza di lagune, isole e promontori lungo la linea costiera. La conformazione di questa costa ricorda un po’ la Croazia, con lingue di spiaggia ciottolosa e molti scogli e rocce. Nella parte più a sud, dopo Nidri, le costa è più accidentata ma con insenature molto scenografiche. La costa occidentale è caratterizzata dalla roccia calcarea con alla base anche lunghe spiagge bianche, in parte a sabbia, in parte a piccoli ciottoli. Già a partire da Lefkada verso sud ovest il mare assume le sfumature delle rocce e delle sabbie bianche acquisendo  tonalità spettacolari che vanno dal blu intenso al turchese fino quasi al bianco. Unico centro costiero della costa occidentale è Agia Nikita ma si trova comunque un grande via vai nei pressi delle spiagge più famose.
Piccole insenature lungo la costa sud est di Lefkada, 3/8/2012
 
Come su ogni isola che si rispetti ci sono i partigiani dell’una o dell’altra costa ma è vero che l’attrattiva principale di Lefkada sono le “perle” della costa occidentale. Secondo Vasco però come godibilità anche la parte est e soprattutto sud est  sono notevoli. Nella parte ovest inoltre il mare è più esposto ed il movimento ondoso, oltre a dare delle bellissime sfumature di colore all’acqua, la rende leggermente torbida mentre la costa est è più adatta per lo snorkeling o per fare lunghe nuotate. Insomma le due coste si compensano offrendo secondo Vasco una scelta straordinaria di posti di mare in poche decine di km., tale da fargli annoverare Lefkada tra le migliori della decina di isole greche visitate nel corso degli anni.  Un esercizio tradizionale che da sempre coinvolge i viaggiatori nelle isole greche è lo scambio di opinioni sulle spiagge visitate. E’ un esercizio che in qualche modo ha a che fare con quel senso di “libertà” che ancora alcune località di mare greche riescono a trasmettere e che fa parte di quella voglia di scoperta, di esplorazione che anima molti dei visitatori, soprattutto italiani e francesi, che la raggiungono con viaggi esclusivamente individuali. Damn, non si va in Grecia per restare segregati in un resort prigionieri delle orribili formule all inclusive! E su questo alcune parti della Grecia, sicuramente Lefkada e molte altre isole sparse intorno alla penisola ellenica, con la loro salubre libertà no inclusive, mantengono un rating AAA+, con uno spread incolmabile a loro favore nei confronti di numerose località blasonate del turismo internazionale, rovinate dai mega-alberghi e dalle formule all inclusive, ad est ed a ovest del Mediterraneo, ad  est ed a ovest dell’Oceano  Indiano.   (segue – “la classifica di Vasco Cesana delle spiagge di Lefkada”)
 
Port Katsiki, Isola di Lefkada, Grecia - 31/7/2012